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Biathlon , Milano-Cortina 2026

Biathlon – Straordinaria Italia: è Argento nella Staffetta Mista delle Olimpiadi! Oro alla Francia.

Foto Credits: Dmytro Yevenko

Nella magnifica cornice di Anterselva, sede di gara per il Biathlon ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, l’Italia inizia come meglio non poteva la rassegna a cinque cerchi ottenendo la medaglia d’Argento nella Staffetta Mista con il quartetto formato da Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi.

La medaglia d’Oro è ad appannaggio della Francia, rappresentata da Eric Perrot, Quentin Fillon-Maillet, Lou Jeanmonnot e Julia Simon.

Justus Strelow, Philipp Nawrath, Vanessa Voigt e Franziska Preuss portano la Germania alla medaglia di Bronzo.

Gara che si apre nel segno di Tommaso Giacomel, che si mette in testa a dettare il ritmo nella prima tornata; Uldal per la Norvegia e Perrot per la Francia si accodano all’italiano.
Nel primo poligono non sbaglia quasi nessuno: Giacomel e Perrot escono davanti, seguiti da Strelow per la Germania, come sempre rapidissimo nel rilascio dei colpi, ma ci sono anche Norvegia e Svezia.
Il secondo giro dà luogo ad una prima selezione, con 6 atleti che si avvantaggiano leggermente, sull’impulso di un generoso Giacomel. Nel tiro in piedi è però Uldal a fare la differenza con lo zero; Perrot esce in seconda posizione impiegando una ricarica, mentre terzo c’è Strelow. Giacomel è costretto ad impiegare due ricariche ed è sesto in uscita dal poligono, ma non con un distacco nell’ordine dei 10 secondi. Il primo vero colpo di scena della gara si presenta però in casa Svezia, poiché Samuelsson pasticcia al poligono ed incappa in ben due giri di penalità; la Svezia esce dal secondo poligono ultima con oltre un minuto di distacco dalla testa.
Uldal è scatenato e porta la Norvegia al cambio in prima posizione, con Perrot che contiene il distacco nell’ordine dei 3 secondi, mentre Giacomel cambia al terzo posto, con l’Italia staccata di soli 6 secondi; quarta la Germania ad oltre 12 secondi. Samuelsson sprofonda nell’ultimo giro; la Svezia cambia con 1 minuto e 25 secondi di distacco dalla Norvegia.

Fillon Maillet ha un inizio di frazione molto incisivo e si riporta su Christiansen; Francia e Norvegia insieme al terzo poligono. Hofer resta a 6 secondi di distacco ed insieme con Nawrath formano un tandem all’inseguimento. Fillon Maillet però pasticcia nel tiro a terra, ma si salva con le ricariche. Nawrath è rapido e preciso e porta la Germania in testa; la Norvegia è seconda ma in scia, con Christiansen che perde un po’ di tempo con l’ultimo colpo. C’è anche un brillantissimo e lucidissimo Hofer con loro, che non ha sbagliato. Italia terza, con la Francia al quarto posto, ma più staccata, insieme con la Finlandia.
Norvegia, Germania e Italia viaggiano insieme nel quinto giro, mentre la Francia recupera qualche secondo, arrivando al quarto poligono con circa 15 secondi di distacco dal terzetto di testa. Nel tiro in piedi è ancora Nawrath a fare la differenza, trovando il doppio zero e fuggendo in testa. Gli altri devono tutti incorrere almeno ad una ricarica: Christiansen impiega una ricarica ed è secondo, con 12 secondi di distacco, mentre Hofer e Fillon Maillet ne impiegano entrambi due; Italia e Francia insieme al terzo e quarto posto, ad oltre 20 secondi di distacco dalla Germania.
Christiansen nell’ultimo giro della frazione è impressionante, riassorbendo e staccando Nawrath di forza; Norvegia che cambia ancora in testa con 5 secondi di vantaggio sulla Germania. Hofer e Fillon Maillet rimangono insieme e Francia e Italia cambiano rispettivamente al terzo e quarto posto con 21 secondi di ritardo dai norvegesi.

Al cambio con le donne, Knotten mantiene margine nel primo giro della terza frazione, mentre perde Voigt per la Germania, che viene recuperata da una impressionante Jeanmonnot; anche Wierer è lì, appena attardata. Knotten paga dazio al poligono, impiegando le ricariche, così come anche Jeanmonnot; ne approfittano Voigt, ma soprattutto una rapidissima Wierer!
La Germania è in testa, ma l’Italia è in seconda posizione, con Francia e Norvegia al terzo e quarto posto. Tutte le altre nazioni sono staccate e sembrano già essere fuori dalla lotta per le medaglie.
Nel corso dell’ottava tornata, nessuna inizialmente vuole prendersi la responsabilità di fare l’andatura; solo nella seconda parte di giro è Jeanmonnot a forzare, prendendo del margine sulle altre. L’approccio è quello giusto, perché la francese trova lo zero ed esce in testa dal poligono. Rapida e precisa anche Knotten, dunque Francia e Norvegia in prima e seconda posizione, separate da 3 secondi. Precisa anche Voigt, con la Germania al terzo posto seguita dall’Italia, con Wierer che purtroppo è incorsa nell’utilizzo di una ricarica, ma senza perdere ulteriore tempo.
Jeanmonnot è impressionante nel tratto duro del giro, facendo il vuoto su tutte le altre; Knotten paga dazio, con un’ottima Voigt a scavalcare Wierer, che però lotta per restare attaccata. La Francia cambia in testa con ampio margine, nell’ordine dei 18 secondi, ma dietro c’è un terzetto composto da Norvegia, Germania ed anche l’Italia; bravissima Wierer a restare a contatto, per consentire a Vittozzi di non perdere il treno di Preuss e Kirkeeide.

Simon conserva una ventina di secondi di margine su Kirkeeide, Vittozzi e Preuss nel corso del decimo giro, con la Francia che arriva nettamente in testa al primo poligono dell’ultima frazione. La francese è in fiducia e con un primo poligono di elevata qualità si conferma al comando, ma da dietro la voce grossa la fa Vittozzi; l’Italia è al secondo posto, con la Germania terza, staccata di 5 secondi dall’Italia e la Norvegia ancora poco più indietro.

Nel secondo giro della frazione, Simon conserva una ventina di secondi di distacco sulle inseguitrici, che alla fine si ricompattano, potendo gestire l’ultimo poligono in totale piacimento.
Con un ottimo zero in piedi Simon mette in cassaforte la medaglia d’oro per la Francia, nettamente la più forte, con Lou Jeanmonnot nettamente la atleta simbolo di questa gara.
Alle sue spalle, però, ci si gioca le restanti due medaglie.

Ad uscirne vincitrice è una immensa Lisa Vittozzi, che con una lectio magistralis del poligono in piedi trova lo zero rapido e saluta Preuss e Kirkeeide; l’Italia si prende una meritatissima medaglia d’argento, terza medaglia nelle ultime 4 edizioni dei Giochi Olimpici in questo format di gara, ma in cui non si era mai andati oltre il bronzo, con anche in quei casi Dorothea Wierer e Lukas Hofer come pilastri della formazione azzurra ad offrire il loro contributo. Non poteva iniziare meglio questa rassegna a cinque cerchi per i nostri atleti di casa, nel senso più letterale del termine!

Con Vittozzi in fuga dopo l’ultimo poligono, restano Preuss e Kirkeeide a giocarsi la medaglia di bronzo; le due iniziano a sbagliare a ripetizione, anche nell’utilizzo delle ricariche, incorrendo addirittura al giro di penalità. Preuss è quella che delle due riesce a limitare meglio le perdite, percorrendo “solo” un giro di penalità; Kirkeeide addirittura è costretta a farne due, vedendo così sfumare la possibilità di una medaglia. Germania che dunque, pur partendo da outsider, centra la medaglia di bronzo (paradossalmente è la nazione che ha usato meno ricariche di tutti, solo 3) con la Norvegia straordinaria nelle frazioni maschili, ma più fallosa con le ragazze, che deve accontentarsi del quarto posto, peraltro quasi messo in discussione dalla Svezia, con Hanna Oeberg che a chiudere trova una frazione quasi perfetta dopo l’ottimo lavoro di Magnusson come terza frazionista, chiudendo al quinto posto a soli 3 secondi e mezzo dai “cugini” scandinavi.

CLASSIFICA FINALE

  1. Francia (E. Perrot/Q. Fillon-Maillet/L. Jeanmonnot/J. Simon) 1:04:15.5 (0+7)
  2. Italia (T. Giacomel/L.Hofer/D. Wierer/L. Vittozzi) +25.8 (0+5)
  3. Germania (J. Strelow/P. Nawrath/V. Voigt/F. Preuss) 1:05.3 (1+3)
  4. Norvegia (M. Uldal/V. S. Christiansen/K. Knotten/M. Kirkeeide) +1:37.2 (2+6)
  5. Svezia (S. Samuelsson/M. Ponsiluoma/A. Magnusson/H. Oeberg) +1:40.8 (2+7)
  6. Finlandia (O. Hiidensalo/T. Seppala/I. Hamalainen/S. Minkkinen) +1:56.5 (0+7)
  7. Austria (D. Unterweger/S. Eder/A. Gandler/L. Hauser) +2:21.0 (0+6)
  8. Ucraina (D. Pidruchnyi/V. Mandzyn/O. Horodna/O. Merkushyna) +2:36.6 (0+8)
  9. Polonia (K. Badacz/J. Gunka/K. Zuk/N. Sidorowicz) +2:56.9 (1+13)
  10. Svizzera (S. Stalder/N. Hartweg/L. Meier/ A. Baserga) +2:58.5 (1+7)

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