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Milano-Cortina 2026

Olimpiadi – Gli atleti a difesa dell’ambiente: lettera aperta al CIO contro le sponsorizzazioni di compagnie petrolifere

Mentre sono in corso le prime Olimpiadi diffuse della storia, che hanno tra i loro obiettivi quello di proporre uno sport più sostenibile, mettendo a disposizione per le gare venues già esistenti e cercando di impattare il meno possibile sul territorio con costruzioni di villaggi e infrastrutture, un gruppo di atleti olimpici, in attività o “in pensione”, hanno firmato una lettera aperta al CIO, ponendo l’accento sull’ipocrisia di alcuni sponsor che foraggiano economica i Giochi e a cui i Giochi stessi offrono una vetrina planetaria.

L’iniziativa, guidata dallo sciatore svedese Björn Sandström, ed è un esperto in scienze ambientali, porta un messaggio forte e chiaro: “Atleti da tutto il mondo chiedono al CIO di proteggere il futuro dei Giochi Olimpici e Paralimpici ponendo fine alle sponsorizzazioni dei combustibili fossili.” 

“La minaccia più grande per gli sport invernali è il cambiamento climatico” afferma Sandström. “Il 70% della causa sono le aziende che bruciano combustibili fossili. Che poi dovremmo promuovere l’industria che ci sta uccidendo… diventa una cosa ovvia”.

Nella lettera aperta, firmata anche da Daniel Richardsson, gli atleti chiedono quattro misure da parte del CIO: che si stabilisca un dialogo formale con i rappresentanti dello sport, che questo dialogo si basi sulla scienza e sull’esperienza degli atleti, che la politica di sponsorizzazione sia transparente ed escluda le aziende di combustibili fossili – uno degli sponsor di Milano Cortina 2026 è infatti Eni -, e che il CIO integri questa politica nel proprio quadro strategico. Il tempo stringe, afferma Björn Sandström: “Abbiamo avuto ottime conversazioni e ricevuto un ottimo trattamento da parte loro. Vedremo come andrà a finire la conversazione, ma spero davvero che ascoltino e rispettino gli atleti, così da poter raggiungere una soluzione comune. Durante le Olimpiadi si dovrebbero celebrare i successi sportivi. Non si dovrebbe celebrare il petrolio.”

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