Martin Uldal si è ritrovato spiazzato quando i tecnici norvegesi gli hanno comunicato l’esclusione dal team norvegese per la sprint di biathlon per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Il 24enne di Lillehammer si è sentito “imbrogliato” come riportato in un’intervista a VG e questa sensazione è stata condivisa dal connazionale Vetle Sjåstad Christiansen che ha criticato particolarmente la dirigenza scandinava nel corso di un’intervista a NRK.
“Ero presente quando le cose sono state comunicate a Martin, e lui ha tutto il diritto di sentirsi ingannato, perché la comunicazione a riguardo è stata del tutto deplorevole – ha sottolineato Christiansen -. Gli erano stati spiegati alcuni scenari prevedibili che gli avrebbero permesso di partecipare allo sprint/inseguimento, e poi hanno cambiato idea. Per questo capisco che sia parecchio arrabbiato”.
Il 33enne di Oslo ha quindi posto la dirigenza norvegese davanti alle proprie scelte, prendendosi direttamente le proprie responsabilità: “Dover sopportare le critiche dei media in seguito fa parte del gioco. Dobbiamo sopportare le critiche quando prendiamo decisioni stupide al poligono di tiro, o quando sbagliamo qualcosa, e poi la dirigenza deve sopportare le critiche quando sbaglia in termini di comunicazione. È così che funziona”.
Pronta è arrivata anche la risposta del direttore tecnico Per Arne Botnan che ha spiegato la scelta di puntare su Sturla Holm Lægreid al posto di Martin Uldal: “La comunicazione è stata che Sturla deve salire sul podio, e forse preferibilmente vincere, per essere preso in considerazione. Questi sono i criteri, ed è quello che abbiamo sempre detto – ha sottolineato il tecnico -. E’ così che è stato fatto in passato, e così come viene comunicato ora”.

