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Biathlon , Milano-Cortina 2026

Biathlon – Milano Cortina 2026, la startlist della staffetta femminile: Francia per l’oro, l’Italia ci può credere

Foto Credits: Dmytro Yevenko

Archiviata la staffetta maschile, è già tempo di ragionare su quella femminile, che domani pomeriggio prenderà il via alle 14.45 in quel Anterselva.
Se per la medaglia d’oro non sembrerebbero esserci rivali, con la Francia (Bened, Jeanmonnot, Michelon, Simon) favorita tecnica che può solo perderla con le proprie mani, schierando atlete con almeno una medaglia olimpica individuale già conquistata in questi Giochi. Alle spalle delle transalpine la lotta per le altre due medaglie è aperta ad almeno quattro nazioni, tra cui anche l’Italia.

Le azzurre, con la formazione più competitiva (Auchentaller, Wierer, Carrara, Vittozzi) sono già a podio due volte in stagione, sfiorando anche la vittoria in occasione della gara di Ruhpolding, ma sarà fondamentale non sbagliare troppo al poligono, ed eventualmente sfruttando al meglio le ricariche. Sarà importante anche capire cosa non ha funzionato oggi nella gara maschile e voltare pagina in fretta per garantire alle atlete una partenza ad armi pari.

Avversaria pericolosa per l’Italia è sicuramente la Norvegia (Johansen, Arnekleiv, Knotten, Kirkeeide), che ha già negato all’Italia il gradino più alto del podio nella tappa bavarese del massimo circuito, con la solita pericolosa Kirkeeide nell’ultima tornata, qualora passasse indenne il poligono, a differenza di quanto accaduto nella staffetta mista e nell’Inseguimento femminile di domenica che ha regalato l’oro olimpico a Lisa Vittozzi.

Ci sono poi la Germania (Tannheimer, Preuss, Hettich-Walz, Voigt), che però ha avuto a che fare con alcuni malanni e finora non si è particolarmente distinta, così come la Svezia (Gestblom, Magnusson, E. Oebeg, H. Oeberg), che cerca in questa seconda settimana si seguire la scia del successo di Ponsiluoma e del podio maschile di ieri.

Come sempre non vanno naturalmente sottovalutate altre nazioni forse meno gettonate sulla carta, come ad esempio Finlandia, Cechia o Bulgaria, ma che possono essere sempre pericolose quando conta.

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