La Francia conquista la medaglia d’oro nella Staffetta maschile di Biathlon ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 con il quartetto composto da Fabien Claude, Emilien Jacquelin, Quentin Fillon Maillet ed Eric Perrot
Secondo posto e medaglia d’argento per la Norvegia, con Martin Uldal, Johan Olav Botn, Sturla Holm Laegreid e Vetle Sjastad Christiansen.
Bronzo per la Svezia, con Viktor Brandt, Jesper Nelin, Martin Ponsiluoma e Sebastian Samuelsson.
L’Italia, mai nel vivo della corsa sin dalle prime battute, conclude con un mesto 14° posto con Patrick Braunhofer, Lukas Hofer, Nicola Romanin e Tommaso Giacomel.
Dopo un primo giro piuttosto tranquillo, il primo poligono della prima frazione non appare particolarmente selettivo. Strelow trova uno zero rapido, come nelle sue corde, e porta la Germania in testa con margine; seguono Finlandia e Svezia. Fatica Uldal più del previsto Uldal per la Norvegia, che impiega due ricariche, ma è comunque nei dieci, insieme con la Francia. Braunhofer impiega una ricarica, ma è in scia alla Norvegia.
Nel secondo giro, nessuno tra gli inseguitori ha interesse a tirare, così Strelow, col suo passo, allunga fino ad avere una decina di secondi di margine, mentre Braunhofer perde posizioni nel gruppone. Strelow non approfitta di condizioni ottime dovendo impiegare due ricariche; ne approfitta Uldal, che con uno zero rapido porta la Norvegia davanti, in perfetta posizione da fuga. Seguono Finlandia, Svezia e Germania. Un’altra ricarica impiegata da Braunhofer, che dopo 2 giri ha 32 secondi di distacco dalla testa, mentre disastro per Claude, che costringe la Francia ad un giro di penalità ed una perdita di tempo notevole per i transalpini.
Uldal nell’ultimo giro di frazione è imprendibile ed allunga su tutti, mentre Claude prova a rimontare il più possibile; Braunhofer è in crisi e purtroppo l’Italia sprofonda, rischiando di essere fuori gara già dopo ¼ di competizione. Norvegia cambia in testa con ben 15 secondi su Finlandia, Germania, Svizzera e Svezia; la Francia è 13° a 50 secondi di ritardo, mentre l’Italia è penultima ad un minuto e mezzo dalla Norvegia.
Botn, potendo amministrare, non forza l’andatura nella prima tornata della seconda frazione, concedendo qualche secondo al gruppo inseguitore; chi recupera notevolmente (e non potrebbe essere diversamente, data la posizione) è Jacquelin, che riporta la Francia ad una 30ina di secondi dalla testa. Botn però va in confusione totale al poligono, dovendo impiegare tutte le ricariche, ma evitando il giro di penalità; ne approfitta Zobel, che porta la Germania in testa, ma soprattutto Jacquelin, che termina un primo giro perfetto con uno zero rapido e consente alla Francia di scavalcare la Norvegia e portare i transalpini davanti, con Botn ad una ventina di secondi di distacco dal transalpino.
Jacquelin continua ad andare all’attacco, come ci ha ormai abituati in questi Giochi Olimpici, portandosi in testa ed allungando sul gruppetto in cui sono presenti Germania, Svezia, Finlandia e Svizzera, mentre Botn va a perdere altro terreno, con un passivo di 20 secondi dalla Francia. Jacquelin va deciso all’attacco del poligono in piedi, ma è costretto ad impiegare una ricarica, perdendo qualche istante di troppo nella fase di inserimento, ma è comunque in testa su Svezia e Finlandia, mentre questa volta non sbaglia Botn; Norvegia che risale al quarto posto, con una ventina di secondi di distacco dalla testa.
Nell’ultimo giro è Nelin a cambiare passo, unitamente a Jacquelin che cala rispetto alle due frazioni precedenti, con Seppala accodato allo svedese e Botn che recupera anche lui qualche secondo dalla testa; Francia, Finlandia e Svezia cambiano di fatto insieme, con la Norvegia al quarto posto con 16 secondi di svantaggio dai transalpini. Hofer, dopo 2 ricariche nel tiro a terra ed un perfetto tiro in piedi cambia in 18° posizione ad 1 minuto e 50 secondi dalla testa.
Fillon Maillet inizia forte la terza frazione, allungando nettamente su Klemettinen, ma soprattutto anche su Ponsiluoma, sul quale guadagna ben 10 secondi; anche Laegreid perde terreno. Il poligono a terra è selettivo, ma Fillon Maillet se la cava con una ricarica e la Francia resta al comando, ma Laegreid riporta la Norvegia in seconda posizione con lo zero a 6 secondi dalla testa, con Ponsiluoma che impiega due ricariche e relega la Svezia al terzo posto con un distacco di 12 secondi dalla Francia.
Ponsiluoma, dopo un avvio di frazione guardingo, cambia il ritmo e si riporta su Laegred, dimezzando il distacco da Fillon Maillet. Il transalpino, però, accelera nella seconda parte del secondo giro, allungando nuovamente sul tandem scandinavo e sopraggiungendo al tiro in piedi con una decina di secondi di vantaggio sugli inseguitori. Nel tiro in piedi, Fillon Malliet concede una ricarica e gli inseguitori ne approfittano per colmare il gap; Norvegia, Svezia e Francia sono assieme nell’ultima tornata, con la Germania al quarto posto, staccata di una quartina di secondi.
Ponsiluoma va all’attacco sulla lunga salita nella seconda metà dell’ultimo giro di frazione, provando a distanziare Laegreid e Fillon Maillet. Il francese, però, non ci sta e dopo la lunga discesa risponde in prima persona, ma alla fine i tre restano assieme fino al cambio, con un’ultima frazione che si preannuncia spettacolare, con Francia e Norvegia che sembrano avere qualcosa in più rispetto alla Svezia in termini di materiali. Germania quarta, staccata di 50 secondi dai primi.
Romanin impiega solo una ricarica nel tiro a terra e l’Italia cambia al quindicesimo posto, a 3 minuti di ritardo dalla testa.
Le tre nazioni al comando della gara restano compatte fino al poligono a terra; lì è Perrot ad avvantaggiarsi, trovando lo zero ed allungando di 10 secondi su Christiansen (con una ricarica utilizzata) e di 20 su Samuelsson (con due ricariche impiegate). Germania quarta ad 1 minuto e 15 secondi dalla testa, con la Slovenia 5°, 30 secondi più indietro.
Perrot allunga ulteriormente nel secondo giro, portando il suo vantaggio su Christiansen a 15 secondi, mentre Samuelsson è a mezzo minuto di ritardo, ma a meno di clamorosi passaggi a vuoto, almeno il bronzo è garantito, considerato l’ampio margine sulla Germania.
Nonostante due ricariche impiegate, Perrot esce comunque in testa all’ultimo poligono, ma Christiansen prova a non mollare, trovando uno zero rapido e riducendo ad 8 secondi di ritardo dalla Francia il distacco della Norvegia; Samuelsson trova a sua volta lo zero e per la Svezia arriva la certezza della medaglia di Bronzo.
Perrot, dopo essersi difeso da Christiansen nel bosco, allunga sulla salita principale e incrementa il gap, consentendo alla Francia di involarsi verso la quarta medaglia d’Oro nel biathlon in questa rassegna a cinque cerchi di Milano-Cortina 2026. La Francia sfata così il taboo della medaglia d’oro nella gara a squadre maschile, che finora era rimasta a lungo sempre e solo un sogno, come ammesso a fine gara da parte dell’allenatore di tiro dei francesi, Jean Pierre Amat, e che nemmeno dei fuoriclasse come Raphael Poirée e Martin Fourcade erano riusciti a conquistare in passato.
Argento, dunque, per la Norvegia, con Laegreid in striscia aperta di medaglie: 4 podi in 4 gare disputate, di cui 2 argenti e 2 bronzi.
Italia che conclude una giornata ben lontana dalle aspettative collettive con un 14° posto ed un Tommaso Giacomel che in ultima frazione si è limitato a tenere il “motore” caldo per i prossimi giorni.
Analizzare, resettare e ripartire le parole chiave per le prossime giornate.
CLASSIFICA FINALE
- Francia (F. Claude/E. Jacquelin/Q. Fillon Maillet/E. Perrot) 1:19:55.2 (1+9)
- Norvegia (M. Uldal/J. O. Botn/S. H. Laegreid/V. S. Christiansen) +9.8 (0+6)
- Svezia (V. Brandt/J. Nelin/M. Ponsiluoma/S. Samuelsson) +57.5 (0+6)
- Germania (J. Strelow/D. Zobel/P. Nawrath/P. Horn) +1:48.3 (0+12)
- Stati Uniti d’America (S. Doherty/M. Germain/P. Schommer/C. Wright) +2:27.4 (0+8)
- Repubblica Ceca (T. Mikyska/V. Hornig/P. Hak/M. Krcmar) +2:31.3
- Finlandia (O. Hiidensalo/T. Seppala/J. Klemettinen/O. Invenius) +2:34.1 (2+10)
- Svizzera (S. Stalder/J. Burkhalter/J. Finello/N. Hartweg) +2:41.4 (2+12)
- Slovenia (M. Dovzan/J. Fak/A. Vidmar/L. Planko) +2:57.8 (1+11)
- Austria (D. Unterweger/S. Eder/F. Muellauer/P. Jakob) +3:03.3 (0+7)
14. Italia (P. Braunhofer/L. Hofer/N. Romanin/T. Giacomel) +4:28.5 (0+9)

