Home > Notizie
Biathlon , Interviste , Milano-Cortina 2026 , Pianeta Italia

Biathlon – Milano-Cortina 2026, Tommaso Giacomel si prepara alla mass start e all’addio di Dorothea Wierer: “Ci mancherà, ma so che rimarrà nel nostro gruppo”

© Simone Ferraro/CONI

La mass start sarà il momento della verità per Tommaso Giacomel che, dopo l’argento nella staffetta mista, ha dovuto inseguire continuamente alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Il 25enne di Imer è pronto ad azzerare quanto accaduto in questi giorni ad Anterselva e puntare a ottenere quel podio a lungo inseguito.

“Sto bene, oggi l’allenamento è andato molto bene. Chiaro, le condizioni oggi non erano proprio delle migliori, ma mentalmente devo dire bene. Ho faticato un po’ dopo la sprint, però dopo l’inseguimento è andato bene. In staffetta abbiamo avuto i nostri problemi, però fa parte del gioco. Mi sento bene, tranquillo – ha sottolineato Giacomel ai microfoni del nostro inviato Giorgio Capodaglio –. Secondo me quest’Olimpiade non mi è costata un granché mentalmente. Credo che un Mondiale sia molto più provante, perché è più compatto e c’è anche una gara in più. Quindi sono tranquillo, c’è tutto il tempo per recuperare tra una gara e l’altra“.

A pesare su Giacomel è paradossalmente di più la solitudine considerato che Elia Zeni ha già lasciato Anterselva, mentre Patrick Braunhofer si è dovuto isolare per precauzione, lasciando di fatto il finanziere trentino da solo: “Questi giorni sono stati noiosi perché Braunhofer si è dovuto spostare a causa del raffreddore ed Elia è già andato via, quindi sono rimasto da solo. Non si può nemmeno pulire il fucile perché bisogna lasciarlo quassù, quindi si guarda la TV, si guardano le Olimpiadi, si giocano i film e così via. I primi giorni abbiamo giocato alla PlayStation, ma era di Elia e, essendone andato, è andata via anche lei”.

A caratterizzare questo finale di Olimpiadi Invernali ci sarà anche l’addio di Dorothea Wierer che, senza dubbio, lascerà il segno anche in Giacomel visto il grande impegno svolto dalla 35enne di Anterselva per accompagnarlo verso i vertici del biathlon mondiale. Un addio che potrebbe però essere meno doloroso di quanto sembri come spiegato dal giovane azzurro.

Credo che sarà un addio sul campo gara, ma credo che rimarrà una presenza costante per noi, perché so che quando sarà a casa si annoierà un sacco e continuerà a chiamarci. So già che è così. Per ora non riesco ancora a comprendere che non farà più gare, ma sono sicuro che continuerà a chiamarci, scriverci. Lei è una persona non invasiva, ma piace far parte del gruppo – ha aggiunto Giacomel – Lei ha dato tanta pubblicità al nostro sport. Ha una personalità di un certo tipo che tanti altri non hanno. Se il biathlon in Italia oggi è famoso, il 90% del merito è suo, perché è così. Sicuramente mancherà perché ha un certo carisma, un certo modo di porsi con la gente, quindi ci mancherà”.

Giacomel non ha infine dimenticato di congratularsi con Lisa Vittozzi che sarà la portabandiera dell’Italia nella cerimonia di chiusura con Davide Ghiotto. Un onore che conferma l’importanza del biathlon nel nostro paese.

“Io sono una persona estremamente meritocratica, quindi se l’ha meritato è giusto così. È la prima biatletta, maschio o donna, a vincere un oro alle Olimpiadi, quindi è giusto che faccia lei la portabandiera – ha concluso Giacomel – Domani vorrei fare il mio miglior biathlon, che è anche quello che ho fatto oggi in allenamento. Oltre a quello, vorrei divertirmi, ma quello succede quasi sempre quando gareggio, quindi sono tranquillo”.

Share:

Ti potrebbe interessare