“La mia stagione è finita. Sono distrutto”. Tommaso Giacomel è come sempre sé stesso, non nasconde le sue emozioni, il profondo dolore provato nell’apprendere che in pochi minuti non solo ha visto svanire il suo sogno olimpico, ma anche quello di lottare fino alla fine per la Coppa del Mondo. La sua è anche la sofferenza di tutti i suoi tifosi e degli appassionati che lo stimano e lo amano.
Tommaso Giacomel, infatti, non deve sentirsi solo in questo momento, perché oltre alle persone a lui care, l’azzurro è entrato nel cuore dei tifosi, di chi ne apprezza non solo il modo spettacolare e istintivo di gareggiare, ma soprattutto l’umanità, l’essere sé stesso, anche a discapito di quella immagine che vorrebbe tutti gli sportivi sorridenti, anche forzatamente, in ogni situazione, pronti a recitare una parte. Di chi guarda nel profondo e non giudica al primo impatto.
No Giacomel non finge, vive lo sport con profonda passione, al primo posto per lui ci sono grandi prestazioni e vittorie, il divertimento di essere in gara, di competere a modo suo. E star fermo fa male ancora di più, non poter competere, lottare fino in fondo per ciò che si è guadagnato.
UN FINALE CHE FA MALE. In pochi minuti, quella che, nonostante l’argento nella staffetta mista, era fin lì un’Olimpiade deludente, in primis per lui, il più severo e cattivo con sé stesso, sembrava trasformarsi in un possibile trionfo. Come spesso fatto, infatti, Giacomel aveva raccolto tutte le energie nel momento giusto, con la maturità del campione aveva superato indenne le serie a terra ed era uscito dal secondo poligono in testa, lanciandosi a tutta sul rettilineo d’uscita dello stadio di Anterselva, nel frattempo in esaltazione per lui.
Poi, in un attimo tutto è svanito. Quel corpo statuario, che avrebbe ispirato i grandi scultori greci, per una volta lo ha tradito, proprio nel momento più importante lo ha costretto a fermarsi, facendo ovviamente preoccupare chi lo conosce bene, sapendo che mai avrebbe mollato facilmente, soprattutto col suo sogno lì a materializzarsi.
E dopo i controlli approfonditi e giusti, perché la salute conta più dei risultati sportivi, è arrivata quella che è la sentenza sulla stagione del campione trentino: anomalia di conduzione elettrica a livello atriale, che ha richiesto un’ablazione cardiaca. Tra due settimane Giacomel potrebbe già tornare ad allenarsi, ma la sua stagione è finita qui e con essa la corsa alla Coppa del Mondo.
Ovviamente oggi l’azzurro è deluso, “distrutto” come lui stesso si è definito. Come biasimarlo? Come non comprenderlo? È ovvio che un agonista, soprattutto un campione consapevole del proprio valore, determinato a vincere, fatichi ad accettare di doversi fermare sul più bello.
UN CONCETRATO DI EMOZIONI. Questi mesi hanno avuto un concentrato di emozioni contrastanti per un ragazzo non ancora ventiseienne. Solo lui può sapere quanto. Il buon inizio di stagione, le ottime prestazioni a Hochfilzen con la sua prima vittoria in una sprint, quindi le difficoltà iniziali a Le Grand Bornand, dove era il più atteso insieme all’idolo locale e suo amico Eric Perrot, prima però del successo magnifico, emozionante, dominante, da puro fuoriclasse sul suolo francese nella mass start.
Tutti che parlano di lui. Ma proprio in quei giorni, d’improvviso, l’evento più drammatico e doloroso: la scomparsa di Sivert Bakken, uno dei suoi migliori amici. La ricerca morbosa di alcuni media a caccia di notizie, a non permettergli nemmeno di vivere privatamente il suo dolore, quindi la ripresa degli allenamenti con la tristezza nel cuore. L’arrivo a Oberhof, dove decide di parlare con i giornalisti presenti, per ricordare così il suo amico. Un momento di forte emozione, ancora più grande il giorno dopo quando abbracciato a Dale e Christiansen è in lacrime durante il minuto di silenzio prima della gara. E proprio lì, ecco che in pista Giacomel si conferma fuoriclasse, ottiene due vittorie e si prende anche il pettorale di leader della classifica generale. Emozioni forti, ancora più contrastanti, tre vittorie consecutive a confermare che è lì dove avrebbe sempre voluto, ma contemporaneamente l’impossibilità di essere felice. Difficile da fuori pensare cosa possa davvero provare, come stia vivendo quei giorni e tutto ciò che sta accadendo.
Tutto questo quando le Olimpiadi si avvicinano, proprio sul suolo italiano, le vittorie che fanno aumentare le attenzioni, le richieste che fioccano. Una situazione nuova da gestire e non semplice per chi è introverso e vorrebbe pensare solo alla pista. Intanto con un weekend complicato a Nove Mesto, il pettorale giallo passa a Perrot, ma la lotta è solo rimandata al dopo Olimpiadi. Arrivano i Giochi, la mixed zone che diventa più lunga di una gara, la pressione che aumenta, la voglia di fare bene e la frustrazione nel non riuscirci. Poi, proprio quando tutto sembra finalmente mettersi nel verso giusto, ecco che anche il fisico per una volta fa tilt.
IMMAGAZZINARE TUTTO PER POI TORNARE A CACCIA DEI SOGNI. Tutto ciò è stato davvero tanto, forse troppo, in poco più di due mesi. Proprio per questo probabilmente oggi Giacomel ha solo bisogno di essere lasciato solo in pace, tranquillo a riprendersi, sfruttando questo tempo anche per immagazzinare tutte queste emozioni, accettarle in tutti i loro risvolti, quelli belli e felici, come dolorosi o deludenti. Consapevole anche che attorno ci sono migliaia di persone che lo stimano come atleta e come ragazzo, che tifano per lui e lo aspettano ancora con maggior affetto, non vedendo l’ora di rivederlo in pista con quel modo di fare biathlon che appassiona.
Non deve avere fretta Tommaso, riprendersi nel modo giusto, tornare ad allenarsi come sa e vivere la sua estate, fatta di famiglia e della compagnia della sua Elisa, di allenamenti, camminate in montagna e qualche bel viaggio, il tennis e gli altri sport. Perché con quel corpo statuario e quel talento, con la consapevolezza resa ancora più forte dai risultati, una volta smaltite rabbia, forse un po’ di paura e delusione, ritrovate le giuste energie mentali, Tommaso Giacomel per primo sa quello che sappiamo tutti: la realizzazione di quei sogni è solo rimandata.

