Al termine della lunga ed entusiasmante cavalcata olimpica, è il momento delle riflessioni e dei resoconti su ciò che è stato. L’edizione 2026 dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina, che per quanto riguarda il biathlon si è tenuta ad Anterselva, ha lasciato ricordi indelebili nel cuore di tutti gli appassionati e con il nostro esperto Giuseppe Piller Cottrer, che ha vissuto questa esperienza dal punto di vista privilegiato del commentatore tecnico per la RAI, riviviamo e insieme analizziamo i momenti più belli in questo nuovo appuntamento con la rubrica Range Time, andando a scoprire anche qualche aneddoto speciale.
LA FORTE ADRENALINA PER IL SUCCESSO DI VITTOZZI: “In questi giorni in tantissimi tra giornalisti e appassionati mi hanno chiesto quali emozioni ho vissuto nel commentare l’oro olimpico di una mia paesana: riflettendoci a posteriori, in quel momento più che emozioni ho provato una fortissima adrenalina. Nel biathlon ogni poligono è una sfida e ogni colpo preso, una piccola vittoria. C’è sempre la paura di parlare durante la sessione di tiro e il silenzio che si crea amplifica i pensieri in quel lasso di tempo. Bisogna considerare tantissimi fattori e in quel momento in cabina di commento senti solo il respiro degli atleti. Infatti nella regia internazionale, col 5K si sentono effetti sonori amplificati che non arrivano a casa e il risultato è che ti sembra di essere lì da parte all’atleta mentre è al tiro. Per questo sul momento si vive un’adrenalina fortissima.”
IL BIATHLON, UNO SPORT PER AUDACI: “Riflettendo poi a freddo sul fatto che Lisa Vittozzi è diventata campionessa olimpica, ho compreso come l’audacia sia una caratteristica fondamentale nel biathlon, una qualità che spesso fa la differenza e rappresenta appieno lo spirito dei biathleti. Nell’inseguimento Lisa partiva in una posizione ideale, ma doveva comunque recuperare e l’ha fatto sfidando atlete fortissime. In questo sport bisogna avere molta autostima, e lei è stata bravissima a ricrearsela dopo i tanti problemi fisici subiti lo scorso anno. Anche perchè ci possono essere chance inaspettate di andare a risultato, come dimostrano le medaglie di Vobornikova e Hristova. Bisogna quindi mantenere sempre una mentalità vincente, credere in ogni momento ad un possibile recupero e saper gestire al meglio la pressione, che in eventi del genere è ancor più amplificata rispetto agli eventi di coppa del mondo, dove è già altissima.”
AUDACIA DEGLI ATLETI, AUDACIA DEI TECNICI: “L’audacia ha fatto in particolare la differenza nei momenti importanti, perchè si è visto che, chi ha osato nel momento giusto, specialmente al tiro, ha trionfato. Lisa al poligono ha avuto la meglio su Kirkeeide in questo modo, sparando con decisione e precisione. Chi ha un po’ tentennato invece in quei frangenti ha magari portato a casa dei bei piazzamenti, ma non le medaglie. L’audacia si è vista però non solo da parte degli atleti, ma anche dai tecnici, specialmente quelli dei materiali. Le differenze tra gli atleti erano minime e quindi chi ha cercato di spingersi oltre, prendendosi la responsabilità di cercare soluzioni rischiose per quanto riguarda la preparazione dei materiali, è stato ripagato. La Francia ha avuto sci velocissimi per tutta la durata dell’appuntamento olimpico: sono stati i più bravi a trovare il giusto mix per avere materiali veloci in entrambe le parti della pista, quella nel bosco e quella all’aperto, che avevano caratteristiche ed esigenze diverse.”
WIERER, UN’ICONA DEL BIATHLON: “Non si può trovare un solo aggettivo per descrivere la carriera di Dorothea Wierer. Ha fatto la storia del biathlon, rendendo questo sport popolare e lo ha fatto conoscere al grande pubblico, in Italia, ma anche all’estero. Ha rivoluzionato questo sport con stile, ma anche a livello tecnico, con poligoni veloci e istintivi, come è il suo essere, il suo carattere, ma anche molto precisi. Ha sempre avuto una grande determinazione e una mentalità vincente e aggressiva nei momenti chiave di ogni gara importante che ha affrontato come atleta. Ha chiuso con una bellissima prestazione, in cui ha sfiorato il podio, ricevendo il giusto omaggio del pubblico, degli atleti e di tutti gli addetti ai lavori.”
HOFER DA RECORD: “Lukas Hofer ci ha ancora una volta insegnato l’importanza della perseveranza, del crederci sempre, della fiducia che si costruisce anche a partire dalle prestazioni negative. Ha passato momenti in cui avrebbe potuto mollare, conscio di aver già dato tanto a questo sport. Ha voluto però proseguire, portando così a casa un record importantissimo, il maggior numero di gare olimpiche effettuate, ben 28, andando a superare altri atleti famosi per la loro longevità come Bjoerndalen ed Eder.”
UN AUGURIO DI BUONA GUARIGIONE PER GIACOMEL: “Il problema cardiaco patito da Tommaso Giacomel durante la mass start, di cui si è avuta solo di recente notizia completa, con tanto di operazione subita, è sicuramente un infortunio di non poco conto. Gli auguro una pronta guarigione e un buon rientro ad alto livello per la prossima stagione.”
ANTERSELVA, ORGANIZZAZIONE AL TOP: “Un plauso infine agli organizzatori di Anterselva, che si sono dimostrato ancora una volta all’altezza della situazione, nonostante le aspettative altissime. Per tutti gli eventi le piste sono state preparate in maniera perfetta, con tutti gli atleti che hanno sempre avuto le stesse opportunità per giocarsi la gara. Nell’evento olimpico sono così potute emergere al meglio le qualità degli atleti: inoltre non ci sono stati imprevisti di ogni genere e ciò va ancor più a favore del comitato organizzatore.”
LA FESTA DI SAPPADA: “Ieri si sono inoltre tenuti i festeggiamenti a Sappada in onore dei medagliati olimpici Lisa Vittozzi e Davide Graz. E’ stato un momento bellissimo, perchè si sono radunati tutti gli atleti e i tecnici che hanno partecipato a questa edizione dei Giochi Olimpici, ma anche quelli che hanno disputato le edizioni del passato. C’erano Pietro Piller Cottrer, Dmitrii Sartor, i fratelli Giacomo e Filippo Kratter, tecnici dello snowboard di Paesi Bassi e Italia, Fabrizio Piller, che era con la nazionale svizzera e Ludovico Piller, skiman anche lui della Svizzera, poi anche Emanuele Buzzi, che era presente a Pyeongchang e Marina Piller, che ha fatto i giochi a Sochi, per non parlare della leggenda Silvio Fauner, reduce dalla Cerimonia di chiusura all’Arena di Verona. Un bell’orgoglio avere così tanti sportivi in un paese di poco più di 1000 abitanti.”

