L’esperienza olimpica sembrato aver lasciato grande energia a Lukas Hofer che si è messo in luce nell’individuale di Kontiolahti (Finlandia), appuntamento di Coppa del Mondo di biathlon. Il 36enne di Montal ha conquistato un 20/20 al tiro ottenendo il quarto posto nella gara vinta dal francese Eric Perrot.
Il portacolori dei Carabinieri ha sfoderato una prestazione superlativa alzando il ritmo poligono dopo poligono recuperando terreno sugli avversari e presentandosi nel migliore dei modi agli appuntamenti di fine stagione.
“E’ qualcosa di importante per me stesso, ma soprattutto perché ho avuto delle giornate molto calme al poligono. Mi sono trovato molto bene, sono riuscito a fare quello che so fare, per cui è importante portarlo in gara. Oggi c’erano tre che hanno fatto meglio di me. Purtroppo capita, ma comunque sono sempre là a lottare, pur con la mia età, per cui sono comunque contento – ha spiegato Hofer ai microfoni del nostro inviato Giorgio Capodaglio -. Da una parte ovviamente mi dispiace un po’ perché avevi sperato nel podio e lo avevo assaporato. Se sei un atleta non dispiace non fare il podio per poco, o magari se qualcuno sbaglia un colpo, in quel momento per me non sei nel posto giusto, perché devi sempre avere fame per fare un podio, per vincere. C’è un po’ di amaro in bocca, però ho fatto tutto quello possibile da me, per cui si guarda avanti”
Hofer si prepara così ad affrontare con grande entusiasmo la staffetta in programma sabato 7 marzo prima di lanciarsi poi verso la mass start che concluderà la rassegna finlandese: “E’ una cosa che ho imparato negli ultimi anni, chi molla dopo l’appuntamento olimpico, perde tantissime posizioni e anche tantissime chance per fare una bella gara, per cui io cerco sempre di tenere alto la motivazione e anche la concentrazione. Il mio obiettivo è di entrare ancora nella top 10, rimane, ci lotterò fino all’ultima gara per cui non si molla ancora – ha spiegato l’altoatesino -. Per me era importantissimo tornare senza problemi, come tu sai meglio di me a Oberhof sono arrivato al punto che mi sono detto o si risolve tutto o me ne vado. Per cui volevo riuscire a godermi lo sport di nuovo. Non volevo essere solo fisioterapista, dottori, sentire dolore, non riuscire a fare quello che vorrei fare, per cui quando sono riuscito a tenere quello ho ricominciato a divertirmi e penso che questa era la chiave importante per arrivarci di nuovo a quei risultati e a quella costanza”.
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