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Biathlon – Braunhofer, Huber e Tscholl fanno emozionare l’Italia ai Mondiali Youth: “Bellissimo conquistare l’oro dopo che gareggiamo insieme da tanto tempo”

Andrea Braunhofer, Julian Huber e Jonas Tscholl festeggiano il titolo in staffetta ai Mondiali Youth di biathlon © FISI

Andrea Braunhofer, Julian Huber e Jonas Tscholl lanciano un importante segnale al mondo del biathlon e lo fanno conquistando l’oro nella staffetta maschile ai Mondiali Youth in corso ad Arber (Germania). Il terzetto tricolore ha dimostrato una grande precisione al poligono sfruttando soltanto otto ricariche e portandosi a casa così il successo finale davanti ad Austria ed Estonia.

Un risultato che i ragazzi si sentivano di poter raggiungere come spiegato da Huber, nipote del campione azzurro Lukas Hofer: “Dalla mattina avevo già la sensazione che oggi poteva succedere di tutto ed ero in possesso di una sicurezza che non ho mai percepito – ha spiegato il 17enne altoatesino ai microfoni del nostro inviato Giorgio Capodaglio -. Dobbiamo ancora ben realizzare quanto abbiamo fatto. E’ stato bellissimo gareggiare con Andy e Jonas, soprattutto perché sono anni che gareggiamo insieme. Già sei anni fa ai primi Campionati Italiani partivamo in quest’ordine, per cui è bello essere ancora insieme dopo tanti anni”.

Le basi di questo successo sono state poste da Andreas Braunhofer, fratello dell’azzurro Patrick, che ha permesso grazie alla propria frazione di affrontare con maggior attenzione le successive fatiche: “Sono molto contento per com’è andata, anche se mi sentivo un po’ stanco sugli sci. Peccato che al primo giro sono caduto, anche perché al poligono mi sono lasciato prendere nella prima serie un po’ dall’ucraino. Poi con le ricariche le ho chiuse abbastanza veloce, anche in piedi – ha aggiunto Braunhofer -. Era l’ultima gara, per cui contava tutto o niente. Sono molto fiero della mia frazione così come della gara in generale. Ho avuto la pelle d’oca a guardare Jonas sull’ultima ricarica e di aver rappresentato l’Italia in queste condizioni. Essere campione del mondo è incredibile”.

Il grande lavoro svolto da Braunhofer e Huber ha regalato maggior serenità anche a Tscholl che, dopo essersi messi in luce a livello individuale, porta a casa la prima medaglia iridata in carriera: Il primo poligono non ho lavorato benissimo, ma per fortuna li ho chiusi con le ricariche e sono riuscito a uscire dal poligono con trenta secondi di vantaggio. Nella serie in piedi ho sbagliato il primo bersaglio, ma poi ho lavorato benissimo e ho chiuso con la ricarica. E’ bellissimo condividere questa medaglia con loro perché li conosco da tantissimo tempo”.

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