Nonostante la presenza di un atleta come Campbell Wright, gli Stati Uniti mancano dalla Coppa del Mondo di biathlon come tappa dal 2024. Una situazione che ha colpito Johannes Dale-Skjevdal che, complice le finali di Coppa del Mondo di sci di fondo a Lake Placid, ha espresso il dispiacere per l’assenza di un appuntamento di livello negli USA.
Il campione olimpico ha espresso la propria delusione per questa scelta dell’IBU spiegando come un eventuale approdo negli States amplierebbe l’interesse nei confronti del biathlon: “Ogni volta che ci andiamo, penso che ci siano eventi molto belli. Ci sono stato solo due volte in carriera, ma questo perché si tiene ogni quattro anni, è davvero raro. Quindi mi piacerebbe andarci un po’ più spesso – ha spiegato Dale-Skjevdal in un’intervista a Nettavisen -. – Non c’è alcun valido argomento a sostegno dell’idea che il percorso di viaggio comporti un’eccessiva usura, il fuso orario e così via, quindi sono assolutamente favorevole”.
Dale-Skjevdal ha fatto infatti riferimento alla scelta dell’IBU di organizzare gare del massimo circuito negli Stati Uniti una volta ogni quadriennio. Una gestione del calendario che lascia perplesso il 28enne di Lillehammer e che soprattutto impedisce al biathlon di ampliare i propri orizzonti, costringendo soprattutto gli atleti americani a enormi sacrifici.
“Parlo spesso con loro e mi informo su come trascorrono la loro vita quotidiana, considerando quanto tempo devono stare via, ed è piuttosto dura. Sono via per metà dell’anno in inverno, quindi dobbiamo sopportare di andarci un po’ più spesso”.

