Eric Perrot ha chiuso la stagione aggiudicandosi la Coppa del Mondo di biathlon a soli ventiquattro anni, a dimostrazione di essere pronto a guidare l’intero movimento per il futuro. Il 24enne di Pessey Valandry ha dimostrato una costanza che in pochi hanno avuto frenando così nel finale la rimonta di Sturla Holm Lægreid, ma soprattutto aggiudicandosi anche le classifiche dedicate all’individuale, all’inseguimento e alla mass start.
Uno dei pochi rimpianti che Perrot può avere è non essersela giocata fino alla fine con l’amico e rivale Tommaso Giacomel, costretto a fermarsi a causa di un’ablazione cardiaca, ma soprattutto probabilmente uno dei pochi ad avergli tenuto testa proprio nel bel mezzo della stagione.
“E’ stato davvero triste quando mi ha detto che non avrebbe potuto continuare a correre per il resto della stagione. Non ero preparato che potesse accadere una cosa simile. Ci ho messo po’ per capire e accettarlo – ha raccontato Perrot in un’intervista al sito dell’IBU -. Poi mi sono detto ‘va bene, la lotta sarà contro me stesso quest’anno per riuscire a conquistarla’. La rivalità che ho avuto con lui e anche con Johan-Olav Botn all’inizio della stagione è stata davvero forte, quindi non vedo l’ora di viverla in tutte le stagioni a venire”.
La conquista della Sfera di Cristallo ha comunque rappresentato la realizzazione di un sogno per un giovane che ha seguito le orme dei genitori, ma soprattutto è cresciuto nel mito di alcuni campioni come Raphael Poirée, Martin Fourcade, Quentin Fillon-Maillet e Johannes Thingnes Bø. Esempi che hanno sicuramente ispirato Perrot a dare sempre il meglio di sé.
“E’ stato pazzesco vincere questa coppa. E’ difficile trovare le parole giuste per dirlo. Ci lavoro da quando ho iniziato a fare biathlon con il mio club in Francia. Ho costruito questo successo con la famiglia, perché siamo una famiglia appassionata di biathlon e sogno da così tanto vincere questo trofeo – ha confessato Perrot -. Ho a casa il pettorale giallo di Raphaël Poirée e ho sentito molte storie del grande campione prima ancora che nascessi, perché i miei genitori gareggiavano prima di me. Ho seguito Johannes Böe e ho gareggiato con Martin Fourcade e Quentin Fillon Maillet. Quindi, per me è un po’ difficile capire che faccio parte di questa famiglia, dei grandi nomi, e riuscire a conquistare la classifica generale. È davvero pazzesco, ma mi godrò tutto questo“.
Proprio per poter raggiungere l’esempio di questi grandi fuoriclasse, il talento francese ha intenzione di non fermarsi e anzi, guarda alle Olimpiadi Invernali delle Alpi Francesi 2030 dove non solo gareggerà in casa, ma avrà anche l’occasione di conquistare qualcosa che gli è mancato in quest’annata: una medaglia d’oro individuale ai Giochi.
“Sono vicino a tutto ciò che volevo. Il mio sogno è vincere tutto il possibile nel biathlon. Penso che l’unica cosa che non ho ottenuto individualmente sia la medaglia d’oro olimpica, quindi è ancora davanti a me. Il mio sogno continua; posso continuare il lavoro e ho ancora la possibilità – ha concluso Perrot -. Nutro tantissimo rispetto per loro. Prima di fare questo, sapevo che sarebbe stato difficile. Sapevo cosa avrei dovuto fare per riuscire a questo livello. Sono ancora in cima alla lista perché l’hanno fatto molte volte. Ho ancora un sacco di lavoro da fare prima di poter raggiungerli. Ho un rispetto enorme per ciò che hanno fatto. Voglio solo continuare nel mio percorso e dare il massimo possibile nei prossimi anni“.

