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Biathlon – Simon Fourcade racconta l’approdo di Emilien Jacquelin nel mondo del ciclismo: “Era un po’ che me ne parlava, alcuni test hanno impressionato degli ex professionisti”

Émilien Jacquelin con la maglia della Decathlon CMA CGM © Decathlon CMA CGM

La scelta di Émilien Jacquelin di passare al mondo del ciclismo non è qualcosa di estemporaneo, quanto piuttosto una decisione ponderata e cresciuta con il passare degli anni. Lo sa bene il suo allenatore Simon Fourcade che ha accompagnato il campione olimpico di biathlon verso la sua nuova avventura, concedendogli fiducia pur rimanendo concentrato sull’obiettivo primario, rappresentato dalle Olimpiadi Invernali delle Alpi Francesi 2030.

Un passaggio che ha stupito molti nel mondo degli sport invernali, ma non l’ex fuoriclasse del biathlon che conosce profondamente Jacquelin e sapeva che lo stesso aveva ricevuto importanti riscontri all’interno del mondo delle due ruote.

“Emilien non ha mai nascosto l’amore per il suo amore per ciclismo, la passione che coltiva sin da bambino e i suoi legami con molti ciclisti. Ha partecipato a numerose campagne di promozione dedicate al ciclismo, sia con Jumbo che con Giant, il marchio per cui ha corso sinora. E’ una persona che è sempre stata vicina alla comunità ciclistica, con la quale ha condiviso anche sessioni di allenamento – ha raccontato Fourcade ai microfoni di Nordic Magazine -. Ha sempre manifestato il suo interesse per il ciclismo e ha impressionato con le sue prestazioni. E’ un corridore molto potente, capace di generare molta forza. Nei prossimi mesi avremo risposte riguardo alle sue prestazioni a lungo termine, ma sulle distanze brevi è in grado di seminare parecchi ciclisti. Ho sentito dire che ha impressionato ex ciclisti come Sylvain Chavanel e Pierre Rolland. Ne hanno parlato benissimo, Queste informazioni sonoi poi arrivato alle orecchie di alcuni direttori sportivi”.

Fourcade ha rilevato che l’operazione è stata di fatto programmata già a partire dallo scorso anno, rimandando però il tutto dopo le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 e dimostrandolo ad Anterselva dove si è presentato con l’orecchino appartenente a Marco Pantani.

“L’anno scorso ha partecipato ad alcuni test su strada, i cui risultati sono stati condivisi con alcuni direttori sportivi. Infine la sua partecipazione ai Giochi Olimpici con l’orecchino di Pantani ha attirato notevole attenzione nel mondo del ciclismo. E’ stato quindi naturale che diverse cose si incastrassero alla perfezione e che, dopo i Giochi, ricevesse una chiamata del team Decathlon CMA-CGM con l’invito a unirsi a loro – ha aggiunto Fourcade -. Me ne parlava da un po’ di tempo. Sono un allenatore che non cerca necessariamente di proteggere i suoi atleti. Certo, mi prendo cura di loro, ma il mio obiettivo, anche come allenatore della Nazionale, è che l’atleta e la persona si sentano realizzati all’interno del sistema. Appena si impone una struttura troppo rigida, le cose diventano complicate e alcuni atleti possono crollare”.

Proprio l’aspetto mentale ha rappresentato un passaggio non facile per Jacquelin che si sarebbe aspettato una risposta diversa dal suo allenatore, tuttavia Fourcade ha fatto sentire il proprio allievo sempre a proprio agio, permettendogli di affrontare con più calma il passaggio.

Me ne ha parlato molto presto, con molte riserve e reticenza, temendo che lo giudicassi. E’ una persona che non ama ferire gli altri, che ne ha paura. Dietro questa immagine infallibile che a volte riesce a proiettare, si nascondono molti dubbi e vulnerabilità. Credo che sia un sogno che coltiva da quando era piccolo. Se non lo fa ora, non gli si presenterà più l’occasione”.

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