Home > Notizie

Giochi Olimpici – Bonus olimpici anche senza gare: il caso Russia divide

Foto credits: flgr.ru

Fa discutere la decisione del Comitato Olimpico Russo di assegnare bonus economici a 116 atleti, nonostante solo una parte di loro abbia effettivamente partecipato ai Giochi Olimpici. Un caso che riaccende il dibattito sul ruolo dello sport russo nel contesto internazionale e sulle conseguenze delle esclusioni degli ultimi anni.

Il dato che colpisce è soprattutto uno: 103 degli atleti premiati non hanno preso parte ai Giochi, ma riceveranno comunque un sostegno economico nell’ambito di una distribuzione che, complessivamente, vale diversi milioni.

La scelta è stata rivendicata apertamente dal ministro dello sport e presidente del Comitato Olimpico Russo, Mikhail Degtyarev, che ha difeso la linea adottata. “Abbiamo deciso di fornire un sostegno finanziario a tutti gli atleti che non hanno potuto partecipare ai Giochi a causa di decisioni politicamente fraudolente delle organizzazioni internazionali”, ha spiegato.

Una posizione che riflette la narrativa interna russa dopo l’esclusione seguita all’invasione dell’Ucraina nel 2022. Negli ultimi cicli olimpici, infatti, solo un numero molto limitato di atleti è stato autorizzato a competere, a condizione di rispettare criteri rigidi legati alla neutralità.

Secondo quanto comunicato, gli atleti riceveranno fino a 500.000 rubli, una cifra significativa che si inserisce nella tradizione, diffusa in Russia e in altri Paesi, di premiare i risultati olimpici con incentivi economici. In questo caso, però, il riconoscimento va ben oltre la partecipazione effettiva.

“Dal nostro punto di vista è giusto sostenere non solo chi ha partecipato, ma anche chi non ha potuto farlo”, ha ribadito il segretario generale Viktor Berezov, confermando l’impostazione adottata.

Restano tuttavia molte incognite sui criteri di distribuzione. Non è stato chiarito in che modo verranno differenziati gli importi tra atleti affermati, come i campioni olimpici, e giovani che non hanno mai avuto accesso alla competizione olimpica.

Non si tratta di un caso isolato. Già dopo i Giochi di Parigi 2024, lo Stato russo aveva distribuito fondi a un gruppo molto più ampio di atleti potenzialmente selezionabili, alimentando un dibattito interno che continua ancora oggi.

Parallelamente, resta aperta la questione del ritorno della Russia nelle competizioni internazionali. La presidente della federazione di sci di fondo, Elena Välbe, ha espresso una certa fiducia in vista dei prossimi appuntamenti istituzionali. “Spero che si possa tornare a gareggiare e confrontarsi con le federazioni internazionali”, ha dichiarato, lasciando intravedere possibili sviluppi nei prossimi mesi.

Il tema non è solo politico, ma anche sportivo. L’assenza degli atleti russi ha inciso sul livello competitivo, soprattutto nello sci di fondo maschile, dove il confronto tra protagonisti come Alexander Bolshunov e Johannes Hoesflot Klaebo resta uno degli scenari più attesi.

In questo contesto, la scelta di premiare anche chi non ha gareggiato assume un significato che va oltre il semplice incentivo economico. È una presa di posizione, destinata a far discutere ancora a lungo.

Share:

Ti potrebbe interessare