La stagione 2025/26 ha rappresentato una vera e propria novità per Sara Cesco Fabbro che, dopo aver vissuto in prima persona le gare di biathlon, è passata dall’altra parte della scrivania diventando la responsabile del circuito di Coppa Italia. Un impegno non indifferente per la 26enne di Sappada che, nonostante la giovane età, ha dimostrato di poter gestire tutto quanto in un circuito propedeutico per la crescita degli atleti che spesso passano di lì prima di giungere ai vertici mondiali della specialità.
“E’ stato un piacere e un onore aver ricevuto la possibilità di diventare responsabile della Coppa Italia. Un grazie va alla Federazione e al Direttore Tecnico Klaus Hoellrigl che mi ha chiesto di ricoprire questo ruolo, e al Gruppo Sportivo Esercito che mi ha distaccata per questa attività e mi ha dato la possibilità di crescere e ritornare al centro dell’ambiente sportivo – spiega Cesco Fabbro ai microfoni del nostro inviato Ermes Morzenti -. È stata una stagione lunga, con tante gare. Il grosso cambiamento che ho notato nel passaggio da atleta a responsabile, è stato poter capire quanto lavoro svolto dai Comitati Organizzatori ci voglia per la riuscita di una gara: per avere pista, stadio e poligono pronti per far gareggiare gli atleti è necessario l’aiuto di molti volontari. Ho notato, e desidero ringraziare per il grande lavoro che svolgono e per il supporto, anche allenatori e tecnici di comitati e gruppi sportivi militari” .
A proposito dei comitati organizzativi, la rappresentante del Centro Sportivo Esercito ha raccolto una grande mano in particolare di quanto si trattava di organizzare contestualmente con la Coppa Italia anche eventi più grandi come i Campionati Italiani andati in scena in Val Martello. Ciò che non va sottovalutato è quanto un circuito come la Coppa Italia possa richiedere un impegno organizzativo da non sottovalutare.
“Confrontandomi con chi organizza oltre alla Coppa Italia, anche gare di livello superiore, come in Val Martello o in Val Ridanna, abbiamo notato la differenza. Per esempio nelle gare di IBU Cup o IBU Cup Junior sono chiamati a gestire due gare nella stessa giornata, mentre in Coppa Italia ne abbiamo da gestire fino a sei e anche il numero di partecipanti non è indifferente – sottolinea Cesco Fabbro -. I numeri sono in netta crescita. Lo dimostra il fatto che nelle gare di Inseguimento e Mass Start, per la categoria Aspiranti dobbiamo limitare la partecipazione ai primi sessanta della graduatoria; lo facciamo nel rispetto dei regolamenti e lo scopo è permettere ai Comitati Organizzatori di gestire correttamente il poligono e garantire la regolarità della competizione”.
Trattandosi di un’ex atleta, Sara ha sicuramente un occhio di riguardo in più sul fronte della gestione degli impianti e la preparazione delle piste, un aspetto che potrebbe tornare utile ai ragazzi che già in Coppa Italia hanno modo di abituarsi a standard elevati e avvicinarsi ai circuiti internazionali senza eccessivi timori reverenziali.
“Penso che siamo parte del loro processo di crescita e la grossa sfida per me in questo caso è di cercare di metterli nelle condizioni migliori per crescere. Penso che i nostri atleti hanno bisogno di imperare ad adattarsi alle diverse condizioni neve e meteo che possono trovare nel corso dell’inverno. Anche durante questa stagione, non sempre abbiamo avuto condizioni perfette. Abbiamo trovato vento, neve primaverile e anche pioggia, questo è capitato anche in eventi maggiori come ai Mondiali Junior in Germania o nelle ultime tappe di Coppa del Mondo, ma con i comitati organizzatori abbiamo fatto il possibile per farli gareggiare comunque – aggiunge Cesco Fabbro -. L’obiettivo è cercare di organizzare le gare nel miglior modo possibile, senza però farci fermare dalle condizioni meteo e cercando di abituare gli atleti a reagire quando non sono nelle condizioni ideali. Questo gli sarà sicuramente utile in futuro quando gareggeranno in IBU Cup o Coppa del Mondo, piuttosto che a grandi eventi come Olimpiadi o Mondiali”.
Chi Cesco Fabbro si augura di avere vicino in futuro è il suo ex collega Mirco Romanin che ha annunciato l’addio all’Italia come allenatore della squadra femminile di biathlon. Una scelta legata alla volontà di stare maggiormente vicino alla famiglia, ma che potrebbe aprire nuove strade all’allenatore friulano fra le quali quella di guidare i giovani e magari dare una mano proprio in Coppa Italia.
“E’ una gran persona, secondo me, non solo come allenatore ma anche a livello umano. Ho avuto la fortuna di averlo come allenatore già quando in comitato abbiamo iniziato l’attività con l’aria compressa, poi mi ha seguito fino alla squadra junior. Sono contenta per lui, per la strada che ha fatto. È riuscito a raggiungere l’apice con le Olimpiadi in casa e ad avere tanti successi, ma so che gli atleti che l’hanno avuto come allenatore lo apprezzano soprattutto per gli insegnamenti che ha dato, per la voglia di far fatica e per la passione che ha per questo sport – conclude la responsabile del circuito tricolore -. Gli auguro, adesso che ha messo un punto con la Coppa del Mondo, che possa trovare una nuova strada e nuovi stimoli, magari lavorando di nuovo con i giovani. Penso che possa fare veramente bene al settore giovanile. Vorrei ringraziarlo per tutto quello che ha fatto ed è stato per me e per tutto l’ambiente del biathlon finora. È la dimostrazione che, oltre ad essere un tecnico competente, in primis bisogna essere una persona, quindi i rapporti umani nello sport sono fondamentali”.

