Vetle Sjåstad Christiansen non è certo uno che la mandi a dire e, quando c’è da tutelare i diritti dei colleghi, è sempre in prima linea. Il 34enne di Oslo è intervenuto dopo l’esclusione valla Nazionale di Endre Strømsheim e Vebjørn Sørum che ha scoperchiato un “vaso di Pandora” all’interno del movimento norvegese del biathlon.
Christiansen è rimasto profondamente deluso dalle scelte della Federazione imputando una visione poco lungimirante e soprattutto frutto della valutazione sulla base dei risultati ottenuti dai due atleti nel corso dell’ultima stagione.
“Quello a cui posso rispondere è che non c’è posto per loro in nessuna squadra nazionale. Non riesco proprio a capire perché non ci sia spazio per Endre e Vebjørn, che hanno dimostrato relativamente di recente di poter vincere gare di Coppa del Mondo. Credo che la Federazione sia caduta nella trappola di pensare un po’ troppo a breve termine – ha spiegato Christiansen in un’intervista rilasciata a TV2 -. Penso che sia una follia. Penso che tutti siano d’accordo sul fatto di aver notato un cambiamento positivo. Che siano stati visti come esseri umani, anche se non sono stati esclusi. Che ora stiano inciampando è assurdo”.
Il fuoriclasse scandinavo ha spiegato come già sia accaduto in passato, quando Martin Uldal è stato escluso dalla squadra che ha preso parte alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 a causa di un infortunio che l’aveva rallentato in vista della rassegna a cinque cerchi impedendogli di dimostrare il proprio talento. Una situazione che ora si sta ripetendo e che Christiansen è deciso a discuterne anche con il sindacato degli atleti.
“Bene, ora che si è fatto un passo indietro, bisogna farne due avanti. Bisogna lavorare ancora più duramente e rendersi conto di non essere infallibili. Quando due atleti si sentono così defraudati, è ovvio che qualcosa non va – ha aggiunto il biathleta norvegese –. Probabilmente lo dirò la prima volta che incontrerò Lars ed Emilie. Che la situazione sembrava caotica. Alcune persone si sentono molto dimenticate”.
Nonostante queste scelte, Christiansen è sicuro che Strømsheim e Sørum possano comunque fare del proprio meglio rilanciando le proprie quotazioni anche fuori dal contesto della Nazionale: “Penso che siano almeno altrettanto bravi come se avessero fatto parte della squadra. Guardando al quadro generale, quest’anno far parte della squadra è la cosa meno importante. Ci sono molti meno raduni in alta quota rispetto al passato e ci si allena di più a casa. Penso che il tempismo sia perfetto. La vita quotidiana nel calderone di Oslo non sarà poi così diversa”.
