Le vacanze possono diventare un’insidia pericolosa, soprattutto se sei un atleta di alto livello e la necessità di evitare infortuni è fondamentale. Chiedere a Martin Uldal che è pronto a iniziare la preparazione estiva in vista della stagione 2026/27, tuttavia ha subito qualche settimana fa una scivolata sugli sci che ha rischiato di costargli caro.
Il 24enne norvegese era in compagnia della fidanzata Gro Randby quando l’impatto sulla neve gli ha fatto perdere momentaneamente la memoria. Il biathleta non riusciva a ricordare dove si trovasse e cosa fosse successo mettendo in allarme la compagna.
“Stavamo sciando in gruppo quando all’improvviso mi sono trovato davanti a un cumulo di neve fresca. Non l’ho visto, sono inciampato e ho battuto la testa – ha raccontato Uldal ai microfoni di NRK -. Gro mi ha detto che ci hanno guidato fino a un rifugio DNT. Sono arrivati i paramedici della Croce Rossa e poi abbiamo portato le slitte all’ambulanza. Sono molto grato che ci abbiano aiutato”.
Arrivando in ospedale a Uldal è stata diagnosticata una commozione cerebrale con una momentanea perdita della memoria. Un sintomo comune per quanto accaduto, ma che ha spaventato parecchio il giovane di Lillehammer tanto che ancora oggi alcuni momenti rimangono confusi nella mente dello scandinavo.
“Quando ho iniziato a recuperare la memoria in ospedale, è stato come se dovessi muovere un po’ le dita dei piedi. Ero incredibilmente grato di non essere paralizzato, e questo probabilmente la dice lunga su quanto poco controllo avessi in quel momento – ha confermato Uldal –. Non ricordo ancora nulla da poco prima di svenire fino a quando sono arrivato in ospedale, più o meno. Quindi ci sono un paio d’ore in cui la mia mente è completamente vuota”.
Nonostante la grande paura, Uldal può ora tornare finalmente ad allenarsi senza grosse ripercussioni e pensando soprattutto al futuro nel biathlon: “Dopo è andato tutto bene e non ho avuto particolari mal di testa. Si può avere nausea e vomito, ma non è successo a me – ha concluso il norvegese -. E ho scoperto che Gro era stato selezionato due volte per la nazionale élite, quindi è stata una gioia”.
