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Biathlon – Johan-Olav Botn e Isaak Frey intervengono sull’esclusione dalla Nazionale Norvegese di Endre Strømsheim e Vebjørn Sørum: “Si sarebbe potuta ampliare la squadra reclute”

Foto Credits: Dmytro Yevenko/Fondo Italia

L’esclusione di Endre Strømsheim e Vebjørn Sørum dalla Nazionale Norvergese di biathlon continua a tenere banco all’interno della formazione scandinava. A molti atleti questa scelta non è andata giù e per questo motivo i membri della squadra hanno svolto una conferenza per far sentire la propria voce.

Da Johannes Dale-Skjevdal a Vetle Sjåstad Christiansen che già si erano esposti, la Norvegia del biathlon maschile ha visto emergere anche i nomi di Johan-Olav Botn e Isaak Frey che nelle stagioni precedenti hanno dovuto faticare per mantenere il posto in Nazionale e che vedono ora esclusi i colleghi per un’annata resa complicata da vari malanni.

In un certo senso, questa situazione ha dato il via a delle riflessioni – ha spiegato Botn come riportato da VG –. Non ho capito bene quella valutazione, perché non si potessero mettere otto uomini in squadra di reclutamento o puntare su una soluzione del genere. Si poteva far in un altro modo”.

Sconvolto anche Frey che è riuscito a risultare il sesto miglior norvegese nella scorsa stagione e per questo ottenere la riconferma per un posto in Nazionale. Una situazione che potrebbe non ripetersi in futuro in caso di cali. Sembra così brutale, hanno avuto sette o otto anni tra reclute e nazionale d’élite. Poi c’è un anno negativo, e sei completamente fuori. Non so se dovrebbe essere proprio così”.

Dura la risposta del direttore sportivo Lars Mæland che ha sottolineato come siano stati rispettati i  criteri proposti dalla Federazione e non ci sia stato alcun torto nei confronti di Strømsheim e Sørum.

Siamo molto fiduciosi nelle ragioni per cui non fanno parte della squadra d’élite o non vengono reclutati. I risultati della scorsa stagione parlano chiaro. Quindi è importante per noi sfruttare il processo e il tempo a disposizione per raggiungere un livello di fiducia più elevato confrontandoci con le riflessioni degli atleti – ha concluso Mæland -.  Sarà in base ai risultati che separeremo i migliori dai secondi migliori. A quel punto, i criteri di selezione saranno piuttosto rigidi”.

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