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Biathlon – Johannes Lukas annuncia cambiamenti nella preparazione della Svezia in vista del nuovo quadriennio: “Lavoreremo di più in casa e meno sui raduni in quota”

Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 hanno lasciato il segno nella squadra svedese di biathlon che ha ottenuto il titolo nell’inseguimento maschile con Martin Ponsiluoma e il bronzo nella staffetta. A ciò va aggiunto il record di podi in Coppa del Mondo (37) fra uomini e donne e la vittoria con le ragazze della Coppa delle Nazioni.

Nonostante questi prestigiosi successi, Johannes Lukas non sembra volersi fermare e per questo ha deciso di cambiare leggermente impostazione nella preparazione come annunciato nel corso di un’intervista rilasciata al sito dell’IBU.

Ci rilasseremo un po’ sulla preparazione in quota, sui luoghi e sulla durata degli allenamenti. Bisogna comunque essere intelligenti e sfruttare gli aspetti positivi degli ultimi quattro anni – ha spiegato il tecnico della squadra svedese -. Torneremo a Font Romeu, non solo per l’altitudine. Offre grandi possibilità di allenamento e noi, soprattutto venendo dalla Svezia, abbiamo bisogno della montagna. Credo ancora nell’allenamento in quota, ma forse non in tre campi di allenamento”.

L’assenza di gare in quota in grandi appuntamenti come Olimpiadi o Mondiali spingerà quindi verso una nuova gestione degli sforzi, anche al fine di ridurre l’impatto sugli atleti e permettere loro di potersi riprendere a seguito delle fatiche che l’ultima stagione ha comportato, sia da un punto di vista fisico che mentale.

Con la nostra nuova struttura di allenamento e il maggior tempo trascorso ad allenarci a casa, siamo abbastanza tranquilli all’idea di non dover fare progetti per i prossimi 4 anni. Ci sentiamo piuttosto fiduciosi. Molti atleti sono tornati e, ascoltandoli, abbiamo ridotto i giorni di viaggio – ha aggiunto Lukas -. Dopo la stagione, rivaluteremo la situazione e vedremo quali sono stati i punti di forza del nostro nuovo piano. Sappiamo dove vogliamo essere tra quattro anni, ma valuteremo la situazione dopo la prossima stagione e decideremo di conseguenza”.

L’obiettivo rimane però sempre quello di focalizzarsi sulla coesione del gruppo, inserendo anche nuovi ragazzi in caso di necessità. Un aspetto che ha permesso alla Svezia di ottenere i grandi risultati che sono emersi durante la stagione olimpica: “Abbiamo fatto molte cose per bene: la selezione degli atleti, l’inserimento precoce di giovani talenti e la capacità di non aver paura di modificare l’allenamento per alcuni degli atleti più esperti. Il lavoro di squadra è fondamentale. Come abbiamo scoperto ad Antholz, è l’energia positiva che si crea all’interno del gruppo a fare la differenza. Noi ci credevamo, ci credo ancora e continueremo a concentrarci sul lavoro di squadra.”

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