Oscar Lombardot ha incontrato per la prima volta Siegfried Mazet nel raduno andato in scena a Prémanon (Giura) dove il biathlon francese si è riunito per programmare la prossima stagione. Il 26enne di Maison Du Bois Lievremont ha ricevuto un esito particolarmente positivo non nascondendo che l’arrivo di un nuovo tecnico fosse necessaria per migliorare ulteriormente la potenza della formazione transalpina.
“Ho adorato gli anni trascorsi con Jean-Pierre Amat, che ringrazio perché è anche grazie a lui che il biathlon francese è attualmente a questo livello, ma forse avevamo bisogno di qualcosa di nuovo e di un nuovo modo di concepire il tiro. L’approccio che abbiamo avuto finora da Siegfried è estremamente interessante. Dopotutto, è solo l’inizio e stiamo iniziando a conoscerci, quindi una cosa alla volta – ha spiegato Lombardot ai microfoni di Nordic Magazine -. Lo conoscevo un po’ dai tempi della Coppa del Mondo, perché i nostri tatami erano sempre vicini a quelli della Norvegia. Quindi avevamo sempre avuto modo di scambiare due chiacchere con lui. Tuttavia, è stata un’esperienza nuova e credo che quel primo contatto fosse necessario per capire come funzionavano le cose per tutti”.
Quest’aria di novità ha sicuramente aiutato a ricompattare il gruppo, considerato soprattutto la scelta di Mazet di chiamare sia gli atleti della squadra A che di quella B, permettendo così ai transalpini di conoscersi più attentamente e prepararsi al meglio all’inverno che porterà al Mondiale a Otepää (Estonia).
“E’ stato bello ritrovarsi tutti insieme e interagire con la squadra B, che ha portato una ventata di aria fresca e rinnovamento. Ci ha permesso di riprendere il ritmo per iniziare al meglio questa stagione, che aveva bisogno di decollare – ha aggiunto Lombardot -. E’ stato davvero interessante condividere momenti con i giocatori più giovani. C’erano quelli appena arrivati nella squadra B, gli atleti più anziani del squadra B, o anche Gaëtan Paturel che si era appena unito al gruppo A. E’ stato bello conoscerci!”.
