C’è un nuovo nome che sta attirando l’attenzione nella combinata nordica . È quello di Marco Heinis, protagonista di un’ultima stagione che ha segnato una svolta nella sua carriera e che potrebbe rappresentare anche un punto di ripartenza per tutto il movimento francese.
Tra risultati in Coppa del Mondo, salti da record e una crescita costante, Heinis si è imposto come uno degli atleti più interessanti del circuito. Il momento simbolo della sua annata è arrivato a Kulm, dove ha raggiunto i 233,5 metri nel volo con gli sci, stabilendo sia il nuovo record francese. Un traguardo che conferma una qualità nel salto già nota agli addetti ai lavori: non sorprende, quindi, che abbia concluso la stagione all’ottavo posto nella classifica di Miglior Saltatore.
Dietro ai progressi di Heinis, però, non c’è stata alcuna rivoluzione improvvisa. Il francese ha costruito la propria crescita lavorando con continuità: dal debutto in Coppa del Mondo nel 2020, il percorso è stato graduale ma costante.
«Ho cercato di mantenere la stessa visione durante questi anni, senza cambiare tutto da una stagione all’altra», ha raccontato il francese in un’intervista alla FIS. «Con gli allenatori abbiamo lavorato sui piccoli dettagli passo dopo passo invece di fare cambiamenti enormi. Credo che questo mi abbia aiutato a costruire fiducia e a diventare più costante nel tempo».
La conferma definitiva è arrivata a Ruka, in Finlandia, dove ha ottenuto il miglior risultato individuale della carriera con un nono posto che gli ha permesso di entrare stabilmente tra gli atleti da tenere d’occhio.
«Quel weekend ero davvero molto sicuro del mio salto e volevo spingere il più possibile anche sugli sci», ha spiegato Heinis. «Tutto ha funzionato alla perfezione e mi sentivo benissimo durante la gara. È stata anche la prima volta in cui sono riuscito a mantenere la mia posizione dopo la parte di fondo, e questo mi ha dato tanta fiducia. Risultati così ti fanno credere ancora di più di poter lottare con i migliori atleti del mondo».
In quell’occasione, il francese è riuscito non solo a esprimere uno dei migliori salti del weekend, ma anche a difendersi sugli sci stretti, aspetto fondamentale in una disciplina dove l’equilibrio tra salto e fondo fa la differenza.
Il salto di qualità è nato, secondo l’atleta, dalla stabilità tecnica trovata durante l’estate: una preparazione molto varia gli ha consentito di mantenere continuità anche nelle gare più complicate e far crescere la fiducia nei propri mezzi.
«Abbiamo svolto una preparazione estiva davvero molto forte», ha raccontato. «Abbiamo lavorato bene come squadra e ci siamo allenati su tanti trampolini differenti. Questo mi ha aiutato ad adattarmi più facilmente durante la stagione invernale. Mi sento molto più stabile dal punto di vista tecnico, quindi anche quando le condizioni sono difficili o i trampolini sono diversi riesco comunque a fidarmi del mio salto. La continuità era uno dei miei obiettivi principali quest’anno».
In Francia, intanto, la sua crescita viene osservata con grande attenzione. La combinata nordica transalpina è da anni alla ricerca di una nuova generazione capace di riportare il Paese ai vertici internazionali, e Heinis sembra avere tutte le caratteristiche per diventare il volto di questa rinascita. Mentre si attende il responso del CIO in merito allo status olimpico della disciplina, il 23enne spera di poter ripetere l’esperienza a 5 cerchi vissuta per la prima volta a Milano Cortina.
«Continuo ad avere fiducia nei progressi di questo sport e nella direzione che sta prendendo. Certo, c’è sempre un po’ di incertezza quando si prendono queste, ma cerco di rimanere positivo e di concentrarmi sul mio lavoro di atleta. Gareggiare in casa nel 2030 sarebbe qualcosa di davvero speciale e probabilmente uno dei momenti più importanti della mia carriera. Vorrei tanto rivivere la folla, le emozioni e lo stress, ma questa volta con il supporto dei tifosi francesi».
