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Biathlon – Johannes Kühn racconta l’addio all’attività agonistica: “Non avevo più obiettivo per cui impegnarmi”

Foto Credits: Dmytro Yevenko

Johannes Kühn ha rappresentato per oltre un decennio un punto di riferimento per la Nazionale Tedesca di biathlon. Il 34enne di Ruhpolding ha conquistato in quattordici anni di carriera ad alti livelli una vittoria in Coppa del Mondo nel 2021 nella sprint di Hochfilzen e un bronzo ai Mondiali in staffetta a Lenzerheide nel 2025.

Nonostante questi risultati, Kühn ha deciso di interrompere la propria attività agonistica al termine della stagione 2025/26 intraprendendo una nuova strada. “Ero uno degli atleti più anziani della squadra, ed era chiaro che a un certo punto avrei dovuto chiedermi per quanto tempo ancora avrei voluto continuare – ha spiegato il tedesco in un’intervista al sito dell’IBU -. Dovevo anche pensare a una carriera al di fuori dello sport, che prima o poi sarebbe dovuta iniziare. Inoltre, negli ultimi uno o due anni, è diventato sempre più difficile per me fare le valigie e stare via per tutto l’inverno”.

Molto ha pesato l’andamento dell’ultima stagione, quella che ha portato a Milano-Cortina 2026 e che non ha visto Kühn al via, tuttavia l’esperto teutonico non si rammarica per non esser riuscito a coronare il sogno a cinque cerchi sottolineando piuttosto come le energie fossero ormai ridotte.

Certo, il mio obiettivo prima della stagione era partecipare alle Olimpiadi, ed ero deluso di non esserci riuscito, ma questo era già evidente durante la stagione. Facevo questo da così tanto tempo che non avevo più un obiettivo per cui impegnarmi. Ho quindi deciso autonomamente che non ero più disposto a impegnarmi così tanto. A un certo punto, la misura è colma. Bisogna accettarlo”.

La parte più difficile per Kühn sarà senza dubbio doversi abituare a una nuova normalità, che non vedrà più la presenza dello sport al centro della propria vita, di fatto costringendolo a rivedere abitudini e prospettive.

“Come atleta agonista, sei indipendente nella vita di tutti i giorni. Ora non più. Ho sempre considerato un privilegio il fatto che lo sport sia la mia professione. Pochissime persone possono dirlo di sé – ha concluso il tedesco -. Ora mi trovo ad affrontare la transizione verso una normale routine quotidiana. Mi mancherà viaggiare con la squadra e gareggiare, perché mi piaceva molto”.

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