Si dice che “non si smetta mai d’imparare” e Pietro Dutto ne è perfettamente consapevole. L’allenatore della squadra nazionale B di biathlon è diventato allenatore internazionale di secondo livello valorizzando così le conoscenze raccolte nel corso degli anni.
Un titolo particolarmente importante per l’ex atleta delle Fiamme Oro Moena che ha confermato la voglia di continuare a rimanere aggiornato al fine di offrire nuove opportunità ai propri ragazzi. “Ho sempre dato grande importanza alla formazione. Quando ero atleta mi sono laureato all’Università di Torino e, anche ora che faccio l’allenatore, credo sia particolarmente importante aggiornarsi e frequentare corsi inerenti alla formazione – spiega Dutto -. Sicuramente questa è stata una grandissima opportunità, in cui ringrazio veramente la Federazione e le Fiamme Oro di cui faccio parte per aver avuto la possibilità di svolgere questo corso”.
Il progetto si è svolto sotto l’egida dell’IBU a partire dallo scorso settembre, suddiviso in tre sessioni in presenza fra Meråker (Norvegia), Oberhof e Ruhpolding (Germania) a cui si sono aggiunte una serie di incontri online. Una preparazione che ha visto un confronto diretto con esperti, professori universitari oltre che allenatori di spessore internazionale al fine di toccare tutti gli aspetti che interessano il mondo del biathlon.
“E’ stato molto interessante trascorrere una settimana a Meråker, una località vicino a Trondheim, in Norvegia. Siamo stati ospitati presso l’Università di Scienze dello Sport e abbiamo potuto vivere un po’ la vita da campus universitario, sfruttando tutte le strutture dedicate al biathlon e allo sci di fondo, che in quella località sono davvero eccezionali. È stato un po’ come vivere una sorta di Erasmus, per una settimana, in Norvegia”.
Fondamentale è stato soprattutto il confronto con gli altri colleghi al fine di valutare il proprio approccio e incrementarlo con ulteriori input offerti dagli altri allenatori come sottolineato da Dutto: “Questo confronto è avvenuto sia durante le attività proposte dal corso sia nei momenti liberi, nei quali abbiamo avuto modo di discutere di approcci diversi all’allenamento e delle metodologie adottate nelle varie nazioni. Tutto questo mi ha sicuramente permesso di compiere un importante passo avanti nella mia crescita professionale – ha concluso l’allenatore azzurro -. Anche il fatto che l’intero corso si sia svolto in lingua inglese ha rappresentato un’esperienza diversa, dal punto di vista della comunicazione, rispetto a quella a cui siamo abituati quotidianamente lavorando con i nostri ragazzi. Nel complesso, è stato un corso davvero molto produttivo per la mia crescita professionale”.
