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Biathlon

US Biathlon verso una svolta storica: il consiglio vota l’alleanza con US Ski & Snowboard

Foto Credits: Dmytro Yevenko

Il biathlon statunitense potrebbe essere a un punto di svolta. Il consiglio direttivo di U.S. Biathlon è chiamato a decidere se approvare una “Strategic Operating Alliance” con U.S. Ski & Snowboard, la federazione che gestisce gli sport olimpici e paralimpici della neve negli Stati Uniti.

Come spiega Fasterskier.com, la proposta, destinata a incidere sul futuro della disciplina, non prevede una fusione tra le due organizzazioni, ma una stretta collaborazione operativa: U.S. Biathlon manterrebbe infatti la propria autonomia giuridica, continuando a essere l’organismo di governo riconosciuto dal Comitato Olimpico e Paralimpico degli Stati Uniti (USOPC) e membro dell’International Biathlon Union (IBU), con nome, logo e marchi della federazione che resterebbero inoltre di sua proprietà. La gestione quotidiana dell’attività, invece, sarebbe affidata a U.S. Ski & Snowboard che si assumerebbe la responsabilità delle attività amministrative, del personale, degli eventi e dei programmi sportivi, mettendo a disposizione competenze e strutture di cui il biathlon, finora, non ha mai potuto disporre pienamente: ufficio legale, direzione finanziaria, marketing, raccolta fondi, medicina sportiva e supporto scientifico.

Secondo il presidente e amministratore delegato di U.S. Biathlon, Jack Gierhart, il progetto nasce dalla necessità di garantire maggiore solidità economica. L’esigenza è diventata ancora più evidente dopo la riduzione dei finanziamenti concessi dall’USOPC per la stagione 2026/2027. Gierhart ha precisato che il taglio non rappresenta una forma di pressione per favorire l’accordo, ma è conseguenza del nuovo modello di distribuzione dei contributi, sempre più orientato al potenziale di medaglie olimpiche. «Ci hanno concesso la sovvenzione per quest’anno, che prevede una riduzione del 22%. Ma hanno detto che, se proseguiremo su questa strada con questa alleanza, vorranno investire di più su di noi. E troveranno il modo di farlo», riportando il biathlon «al livello a cui eravamo».

In caso di approvazione dell’alleanza, U.S. Ski & Snowboard garantirebbe un incremento delle risorse economiche e dei servizi condivisi, con un beneficio stimato in almeno 3,3 milioni di dollari nell’arco del quadriennio olimpico che porterà ai Giochi del 2030. L’accordo prevede inoltre che tutte le entrate destinate al biathlon – comprese quelle provenienti dall’IBU, dall’USOPC, dagli sponsor e dalle donazioni – rimangano vincolate esclusivamente allo sviluppo della disciplina.

Non mancano però le critiche. Una parte della comunità del biathlon a stelle e strisce teme che l’alleanza possa tradursi, nel tempo, in una perdita dell’indipendenza della federazione. I dubbi riguardano soprattutto il rispetto del Ted Stevens Olympic and Amateur Sports Act, la legge che disciplina gli organismi sportivi nazionali negli Stati Uniti.

La dirigenza ha tranquillizzato gli oppositori sostenendo che il consiglio di amministrazione manterrà il pieno controllo sulle decisioni strategiche, sul bilancio e sulle competenze riservate all’organo di governo nazionale, mentre l’accordo riguarderà esclusivamente la gestione operativa.

Un altro degli aspetti più delicati riguarda il sostegno economico agli atleti. Attualmente U.S. Biathlon finanzia integralmente le trasferte della squadra di Coppa del Mondo e sostiene in larga parte anche gli atleti impegnati nell’IBU Cup, un modello molto diverso da quello dello sci di fondo statunitense, dove gran parte delle spese ricade su club e atleti.

L’accordo garantirebbe il mantenimento dell’attuale sistema di sostegno almeno fino al termine del quadriennio olimpico del 2030 ma successivamene eventuali modifiche dovranno essere approvate congiuntamente. E questo rappresenta una fonte di reoccupazione per diversi atleti timorosi che, una volta inserito nella struttura di U.S. Ski & Snowboard, il biathlon possa perdere progressivamente la priorità nella distribuzione delle risorse. Jake Brown, che quest’anno si è ritirato dal biathlon e fa parte del consiglio direttivo di US biathlon in qualità di rappresentante degli atleti, si fa portavoce delle loro istanze, constatando che «non c’è alcuna garanzia che la Federazione statunitense di biathlon continui a finanziare le Coppe del Mondo. I fondi devono esserci».

Sebbene il biathlon riceva fondi dall’IBU per ogni atleta che prende il via in una gara, il che rende il finanziamento di tali partecipazioni in parte autofinanziato, è fondamentale mantenere gli atleti nel vivaio grazie ad un aiuto economico piuttosto che escluderli prematuramente. «Non possiamo permetterci di perderli», ha affermato Brown.

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