Negli ultimi anni diversi atleti russi hanno cambiato nazionalità per continuare a partecipare alle competizioni internazionali, una situazione che ha causato problemi a Mosca. Ora che il CIO sta riaprendo le porte alla Russia, lo stesso paese vorrebbe frenare questa “diaspora” come confermato dal ministro dello sport e presidente del Comitato Olimpico Russo (ROC), Mikhail Degtyarev che ha intenzione di stipulare una serie di contratti vincolanti per evitare che altri sportivi lascino il paese per situazioni più favorevoli.
“Come ministro, non posso appoggiare la modifica della cittadinanza degli atleti. Non mi sentirete mai dire che si tratta semplicemente di una decisione personale dell’atleta. Incoraggio tutti a gareggiare sotto la bandiera di una grande potenza sportiva come la Russia. Ma se si tratta di un atleta juniores, la decisione spetta ai genitori. Non possiamo avanzare alcuna pretesa nei confronti dell’atleta stesso – ha spiegato Degtyarev in un’intervista a Sports.ru -. Credo che alla fine arriveremo a un punto in cui stipuleremo accordi legalmente vincolanti, non con lo Stato, ma tra federazioni e atleti. Quando un atleta si ritira e cambia nazione, la federazione internazionale, in conformità con i suoi statuti, gli impone un periodo di quarantena. La durata varia: da due a tre anni, a volte fino a quattro. Questa quarantena può essere revocata solo con il consenso della federazione russa dello sport in questione”.
Degtyarev ha di fatto messo un punto su questo continuo cambio di cittadinanze, tuttavia lascia aperta la porta qualora ci fosse un contributo economico da parte dell’atleta per lasciare il paese: “In teoria, se l’atleta rimborsasse tutte le spese sostenute dallo stato e dalla federazione, il periodo di quarantena potrebbe essere abbreviato. Ma in linea di principio, questo non può essere lasciato al caso – ha concluso il ministro-. Lo Stato investe ingenti somme di denaro nel percorso di carriera di un atleta, tra cui l’utilizzo delle infrastrutture, gli stipendi di allenatori e specialisti, le spese di viaggio e la partecipazione di atleti affermati alle competizioni: si tratta davvero di una cifra considerevole. Fino a 1,5 milioni di rubli all’anno per atleta”.
