Per la svedese Emma Nilsson, la carriera nello sport d’élite procede di pari passo con gli studi universitari. Una scelta impegnativa, ma che potrebbe rappresentare un’importante garanzia per il futuro.
Il tema delle cosiddette «doppie carriere» è stato nei giorni scorsi al centro di un forum internazionale organizzato a Östersund dalla Mittuniversitetet. L’ateneo svedese lavora da anni per permettere agli atleti di alto livello di proseguire contemporaneamente il proprio percorso sportivo e quello accademico, mettendo a disposizione un sistema particolarmente flessibile, consentendo di adattare esami, consegne e ritmo degli studi alle esigenze dell’attività agonistica.
Per la giovane biathleta non è stata una decisione scontata. «All’inizio non ci pensavo tantissimo, ma ora sento che sarò grata quando chiuderò con l’agonismo e avrò qualcosa in mano. Poi vedremo se sarà quello il percorso che seguirò alla fine della carriera, ma avrò qualcosa su cui poter contare», spiega a SVT Sport. «Il fatto che il corso sia a distanza e che non sia necessario essere presenti fisicamente aiuta moltissimo».
Il calendario del biathlon rende infatti difficile seguire un percorso universitario tradizionale: la stagione si concentra indicativamente da novembre a marzo, proprio durante una parte consistente dell’anno accademico. Finora, però, il sistema ha funzionato. «Ho fatto gli esami online, cosa che posso fare praticamente da qualsiasi parte del mondo. A volte può diventare stressante, ma in quei casi si possono spostare alcuni esami o alcune consegne», conclude la svedese.

