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Biathlon – Wolfang Pichler detta la linea in casa Austria: “Sono un ‘sergente istruttore’, perché dovrei cambiare?”

Credits: IBU

“Rimango fedele all’etichetta di ‘sergente istruttore’; questo è ciò che sono. Ho una certa esperienza, perché dovrei cambiare?”. Basterebbero queste parole per capire di che pasta sia fatto Wolfang Pichler, da poco tornato alla guida della squadra austriaca di biathlon.

L’esperto tecnico ha intenzione di rivoluzionare l’intero sistema, a partire dalle motivazioni degli atleti e da chi inserire in squadra, senza porsi troppi limiti da un punto di vista di risultati, al fine di riportare l’Austria ai vertici dopo anni particolarmente complicati.

Come altre nazioni, tra cui la Germania, la Federazione austriaca di sci (ÖSV) ha avuto problemi a causa di una squadra consolidata. C’erano atleti più anziani e nessuno ha avuto il coraggio di dire loro che avrebbero potuto rimanere in squadra solo se avessero ottenuto piazzamenti tra i primi cinque. Questo ha bloccato i posti per gli atleti più giovani – ha spiegato Pichler in un’intervista rilasciata a Kronen Zeitung -. Si è al tempo stesso creato un grande divario. Il principio avrebbe dovuto essere che gli atleti più anziani corressero solo se fossero i migliori. Questo non è successo, ma non ripeterò lo stesso errore. Tutti hanno una possibilità, ma se gli atleti più anziani non si comportano bene, tocca a un più giovane”.

Proprio su questo fronte Pichler non ha intenzione di attendere che il talento esploda completamente, rischiando al tempo stesso anche di bruciarlo. Per l’allenatore austriaco ciò che conta è dimostrare sin da subito di che pasta si è fatti. “

Perché dovrei aspettare? Sarebbe una follia! Magdalena Neuner è diventata campionessa del mondo giovanissima (a 19 anni), e un francese di 19 anni era già ai vertici del Tour de France (Paul Seixas è arrivato quarto, NdR). Negli sport di resistenza le cose non sono più come una volta. Non ho paura che qui si commettano errori. Se continuiamo ad aspettare, gli atleti si adagieranno sugli allori, e non è per questo che sono qui”.

Pichler non si è detto preoccupato anche per la scelta di Anna Gandler di allenarsi fuori dalla Nazionale, visto che il tecnico è convinto che l’atleta dimostrerà il proprio valore in occasione delle varie gare di qualificazione a cui sarà sottoposta.

Lo accetto; l’importante è che arrivi alle selezioni. Le ho anche detto che spero che voglia davvero dimostrarmi di cosa è capace. In generale, abbiamo una squadra femminile forte. Andexer è davvero brava. Sa anche sciare in modo superbo negli ultimi giri. Zdouc ha fatto bene finora; potrebbe valere oro per una squadra di staffetta. Rothschopf sta andando bene, ma il suo tiro è ancora incostante. Anche Juppe è brava. Non abbiamo solo una, ma cinque, sei o addirittura sette donne qui – ha aggiunto Pichler -. Unterweger tira bene; nutro grandi speranze per lui. Schönaigner è davvero bravo, così come Marchl, che è un allenatore esigente. Il giovane Prosser si unirà alla squadra, ma deve ancora imparare a tirare. Anche Pinter mi vede di buon occhio. A volte ci vuole coraggio per prendere decisioni difficili”.

Anche sul fronte degli obiettivi Pichler è stato molto chiaro nonostante il periodo da cui sta uscendo l’Austria, puntando subito in grande: Voglio portare la squadra femminile in cima alla classifica mondiale la prossima stagione e farla entrare nella top 5 della Nations Cup (dall’ottavo posto del 2025/26), in modo da poterci assicurare sei posti in gara. Voglio anche un podio per le donne, preferibilmente nella staffetta, perché l’Austria non ci è mai riuscita. Per quanto riguarda gli uomini, vogliamo tornare nella top 10 della Nations Cup; dobbiamo lottare per questo. Dobbiamo riportarli a metà classifica”.

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