“Se va tutto bene, Tommaso lo vedremo già a Monaco”. A confermarlo è il direttore tecnico Klaus Höllrigl che ha fissato le tappe del recupero di Tommaso Giacomel, pronto a indossare nuovamente il numero di gara.
Il 26enne di Imer potrebbe essere già presente al Loop One Festival, in programma a Monaco di Baviera il 17 e il 18 ottobre prossimi, dove già è iscritta la collega Lisa Vittozzi. Manca ancora la conferma ufficiale degli organizzatori, tuttavia queste parole di Höllrigl fanno capire come il fuoriclasse azzurro stia ritrovando la condizione migliore.
“Tommaso è guarito, da un paio di settimane può fare tutto, anche portare nuovamente la carabina in spalla. Posso dire che sta bene anche mentalmente, perché ha preso questo incidente nel modo giusto, senza sprecare inutilmente le energie nel rammaricarsi per quanto accaduto – ha spiegato il tecnico italiano ai microfoni di Biathlon Azzurro -. Tommaso ha accettato quanto successo, lo ha digerito, e si è solo concentrato sul lavorare al massimo per guarire bene e limitare la possibilità di nuovi infortuni“.
Quell’infortunio potrebbe rappresentare anche un’occasione per scatenare tutta la rabbia accumulata nella scorsa stagione, interrotta anzitempo per via di un’aritmia cardiaca: “Sono anche convinto che Tommaso farà una buona stagione. Vediamo come sarà la partenza. Dopo un lungo periodo senza gare, potrebbe essere un pizzico sottotono in occasione delle prime competizioni. Sono però convinto che vedremo presto la miglior versione di Tommy“.
Ora servirà arrivare pronti all’inizio dell’inverno in programma a Kontiolahti (Finlandia) a fine novembre, tuttavia Höllrigl ha intenzione di arrivarci già con le idee chiari e con la formazione decisa al fine di evitare incomprensioni.
“A Giacomel, Bionaz, Braunhofer, Zeni e Hofer, che svolge parte della preparazione individualmente come ha fatto con ottimi risultati già lo scorso anno, si sono aggiunti Pircher e Nicola Romanin, che abbiamo visto con continuità in Coppa del Mondo nella passata stagione. Andremo in sei già all’ultimo raduno a Geilo, in Norvegia, quindi la decisione verrà presa in precedenza, come fatto già con le donne negli ultimi anni. In questo modo, chi resta fuori può prepararsi per le gare in Val Martello, valide come selezione per l’IBU Cup – ha concluso il direttore tecnico -. Ovviamente, le porte sono sempre aperte. Tutti devono liberarsi dell’idea che l’IBU Cup sia un castigo o una bocciatura, ma approcciare alle gare al meglio perché se mostrano di avere il livello per la Coppa del Mondo, verranno portati. Per esempio, Rebecca Passler iniziò la passata stagione in IBU Cup, ottenne subito risultati e da lì iniziò una bella stagione. Gli atleti sanno che non abbiamo mai lasciato in IBU Cup gente in grado di far risultato in Coppa del Mondo“.

