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Biathlon – Julia Simon racconta il rapporto con la dislessia: «Lo sport mi ha aiutato a superare la mia timidezza»

@Alexis Rodriguez/Nordic Magazine

Lo sport può diventare un vero e proprio aiuto per superare alcune difficoltà e soprattutto per trovare fiducia in sé stessi. Julia Simon ne sa qualcosa perché da bambina ha avuto non pochi problemi a livello scolastico, superati anche grazie al biathlon.

Come raccontato nel corso di un’intervista rilasciata alla rivista «Zèbres&Cie», la campionessa olimpica soffre di dislessia, un disturbo dell’apprendimento diagnosticato tardi e che le è costata parecchia sofferenza, soprattutto anche nel rapporto con i genitori.

«Sono la maggiore di tre sorelle e, quando ho iniziato la scuola, ho incontrato molte difficoltà, è vero. Non riuscivo a imparare a leggere e scrivere e avevo problemi di memoria. Mi impegnavo molto, ma non serviva a niente. Ricordo alcuni momenti con i miei genitori, mio padre che perdeva la pazienza e mia madre che alla fine mi comprava una piccola lavagna per aiutarmi con i compiti a casa – ha ricordato Simon -. È persino andata a parlare con l’insegnante per dirle: “Questa è la mia prima figlia, non ho alcun punto di riferimento, ma non è possibile passare così tanto tempo a lavorare a casa. Non possiamo fare altro che questo al di fuori della scuola; anche lei ha bisogno di vivere la sua infanzia!”. Non è stato per niente piacevole: più mi rendevo conto di non riuscire, più mi sentivo inutile e meno avevo voglia di continuare. La cosa peggiore è che alla fine mi hanno tolto le lezioni di educazione fisica a scuola per farmi andare alle sedute di logopedia. Ma quello che amavo della scuola era proprio l’educazione fisica». 

Nonostante questa scelta da parte dei genitori, la fuoriclasse francese ha trovato la propria identità proprio nello sport che le permetteva di esprimersi al meglio e superare anche quelle difficoltà nell’approcciarsi agli altri bambini.

«Mi ha aiutato soprattutto ad esprimermi e a superare la mia timidezza. Poi mi ha insegnato ad affermarmi e ad avere fiducia in me stessa. Fare sport all’aria aperta, ecco tutto ciò che ho sempre desiderato: le gare di corsa campestre a scuola o le estati trascorse sui pascoli di montagna con i miei genitori – ha aggiunto Simon spiegando come non abbia comunque mollato la scuola -. Trascorrere del tempo in quegli ampi spazi aperti, ecco cosa amavo di più. Ho difficoltà a ricordare come vivessi realmente le cose interiormente in quel periodo, ma è vero che mi ha permesso, da bambina, di dirmi: “Va bene, non sono molto brava a scuola, ma sono brava in altre cose”. D’altra parte, non ho mai rinunciato ai miei problemi di lettura. Ho fatto anni di logopedia e ho continuato a impegnarmi duramente a scuola».

La logopedia non è scomparsa, tuttavia la biatleta di Les Saises ha imparato ad affrontare la situazione al meglio trovando delle soluzioni in caso di criticità: «A volte, quando vado in panico, le idee non mi vengono spontanee: mi capita di confondere le parole e di non metterle nell’ordine giusto. Ho semplicemente continuato l’esercizio, cercando gradualmente, quando ero sopraffatta dallo stress, di calmarmi di più, respirare profondamente e non esitare a prendermi più tempo prima di rispondere. Ora non è più un problema».

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