Antonio Noris è pronto ad affrontare l’Assemblea Federale Elettiva Ordinaria della FISI in programma a Verona il prossimo 10 ottobre. Il presidente dello Sci Club Goggi ha presentato in un incontro con i giornalisti il proprio programma che lo porterà ad affrontare il numero uno uscente Flavio Roda e l’ex presidente del Comitato Regionale FISI Veneto Roberto Bortoluzzi puntando in particolare sull’evoluzione degli sport invernali e sulle novità che vanno seguite dalla Federazione stessa.
Protagonista di un lungo tour per incontrare le varie società presenti sul territorio al fine di raccogliere le voci della base, Noris è pronto a confrontarsi per sovvertire il risultato ottenuto nel 2012.
“Abbiamo dimostrato di poter fare molto bene e faremo molto bene. L’importante che chi va al voto, si senta libero di votare quello che crede, non ci siano impedimenti di nessun tipo. Si vada come uomini e club liberi nella propria espressione. Questo è il momento di cambiare -ha spiegato Noris – In questi quarant’anni ho sempre cercato di cavalcare le innovazioni. Visto il confronto, nel 2012 la preparazione era molto scarsa, non bastavano i confronti. Questa volta ci siamo organizzati molto bene perché abbiamo un progetto orizzontale che vede molte persone coinvolte”.
Il dirigente bergamasco ha presentato inoltre alcuni punti del programma fra i quali l’attenzione nei confronti dello sci nordico e del biathlon, alle prese in particolare nel primo caso di una vera riduzione di numeri.
“Nel nostro gruppo possiamo contare sul sostegno di Silvio Fauner che è stato direttore agonistico delle squadre nazionali fino al 2014 e di Giuseppe Gazzotti, già referente per i quadri juniores. Abbiamo notato che c’è una grande emorragia negli sport endurance e va innanzitutto bloccata prima di pensare ad altri progetti – ha spiegato Noris -. Come vale per tutte le discipline, stiamo pensando di accomunare una serie di interventi per poi trovare le varie differenze e muoversi. Ovviamente dobbiamo pensare anche a eventuali trasferte, ma i progetti e i valori vanno letti fino in fondo prima di muoversi”.
A proposito di sci di fondo Fauner è sicuro su come muoversi, anche a dispetto delle proposte emerse nel Meeting Autunnale della FIS e agli eventuali confronti estivi fra le varie nazionali.
“Credo che da parte della FIS bisogna scegliere quale sia la strada migliore da seguire. L’Italia sta perdendo partecipanti, ma anche in Scandinavia c’è questo processo. Prima di un ulteriore inserimento di tappe di Coppa del Mondo in estate, bisogna trovare format più attrattivi, soprattutto per le televisioni. Non si può cambiare format ogni due anni, senza dare seguito alle proposte avanzate. Ciò fa perdere interesse a questi sport – ha aggiunto il campione olimpico di Lillehammer 1994 -. Per le trasferte nel Nord Europa per le squadre di vertice ci può essere qualche confronto in più come con il BlinkFestival e qualche altra competizione. Vanno bene le trasferte per trovare condizioni migliori per la preparazione, ma non tanto come confronto perché magari ci si presenta con gruppi di lavoro che hanno una preparazione diversa”.
Noris ha messo un punto importante anche sulla sicurezza che rappresenta un aspetto centrale per il candidato orobico, anche a fronte degli incidenti che hanno coinvolto in particolare lo sci alpino negli ultimi anni.
“E’ qualcosa che deve crescere, diventare parte del linguaggio quotidiano, un modo di pensare. Vanno messe in atto tutte quelle azioni e formazioni che ci aiutano a vivere meglio a partire da un sistema di sicurezza delle piste e in generale una formazione continua. Mi piace dire che è come un cantiere edile, perché anche noi abbiamo delle piste cintate, che hanno limitazioni e vanno sorvegliate – ha aggiunto Noris -. Per questo è fondamentale lavorare su ogni azione in pista, al fine di ridurre i pericoli. Per questo ritengo che bisogna anche abbassare le velocità e ridurre la costante richiesta di migliorare le performance, altrimenti non riusciamo a risolvere il problema”.
Fondamentale anche l’aspetto economico, sul quale Noris vorrebbe intervenire offrendo un maggior numero di aiuti agli sci club di pensare esclusivamente all’attività agonistica: “L’idea è che ci sia una ricaduta complessiva, non solo agonistica. Bisogna parlare di ristrutturazione, anche perché oggi molti sci club hanno maestri che svolgono questo come lavoro – ha concluso il candidato presidente -. Sugli importi dobbiamo lavorare su due piani: capire quanto le risorse attuali ci possono aiutare e dove possiamo trovare altre risorse, anche puntando su altri strumenti come i bandi emessi da Sport e Salute o dalle Regioni che ci possono aiutare”.

