A sessantatré anni Mika Kojonkoski ha deciso di appendere la bandierina al chiodo e lasciare definitivamente il mondo del salto con gli sci. Il tecnico finlandese ha annunciato il proprio addio in un’intervista a Iltalehti dopo aver guidato fra le altre le Nazionali Austriaca, Finlandese, Norvegese e Cinese.
“Ognuno a suo tempo. Ho alle spalle anni e chilometri a sufficienza. Continuo ad amare l’allenamento e mi godo quasi ogni momento, ma il numero di viaggi a mia disposizione è esaurito” ha spiegato Kojonkoski che si era impegnato negli ultimi anni a seguire il percorso di crescita del giovane finnico Vilho Palosaari. La collaborazione non è però andata a buon fine anche a causa della mancanza di fondi necessari per sviluppare il talento del campione del mondo juniores 2023 cedendo così il passo.
“Il percorso non era completo. Non abbiamo raggiunto gli obiettivi prefissati. Il nostro anno e mezzo di collaborazione è stato una spinta nella giusta direzione. Vilho ha ritrovato se stesso e ha acquisito maggiore equilibrio e prestazioni migliori – ha aggiunto Kojonkoski -. Dopodiché, le condizioni di allenamento adeguate che mi sarebbero mancate probabilmente non esistevano più. Se vuoi davvero essere al vertice del mondo, non puoi scendere a compromessi. Devi fare quello che fanno i migliori al mondo, o anche un po’ meglio. Un’attività del genere richiederebbe viaggi continui”.
Kojonkoski ha di fatto iniziato una “seconda vita” nella quale segue la propria azienda, la “Bright Eyes & Sport”, oltre a svolgere il ruolo di nonno a tempo pieno. “Conduco una vita quotidiana attiva. L’unica differenza è che ora ho tempo per tutte le cose che desideravo da tempo – ha aggiunto il tecnico finlandese -. È la cosa più bella del mondo. Cerco di partecipare alla loro crescita in un modo diverso da come farei con i miei figli. Mi vengono i brividi solo a parlarne”.
Nonostante in molti accostino il suo nome a grandi campioni del salto, Kojonkoski non ha più alcuna intenzione di tornare ad allenare: “Mai dire mai. Il mondo è gestito da persone che hanno quasi vent’anni più di me. Ma in sostanza, la mia carriera da allenatore è finita”.

