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Biathlon – Botn e Dale-Skjevdal raccontano il ritorno a Passo Lavazé dopo la scomparsa di Bakken: “Potrebbe arrivare il rapporto sulla sua morte, ma per noi cambierà poco perché Sivert non c’è più”

Photo Credits: Josef Plaickner

A distanza di quasi un anno dalla scomparsa di Sivet Guttorm Bakken, la Nazionale Norvegese di biathlon è tornata ad allenarsi a Passo Lavazé ricordando il compagno di squadra con una panchina commemorativa. Un momento emozionante quello dell’inaugurazione che ha rappresentato anche un modo per stare vicino alla famiglia dell’atleta scomparso con la mamma che ha partecipato alla manifestazione insieme ai componenti della squadra maschile.

Un evento commovente che ha colpito in particolare Johan-Olav Smørdal Botn, deciso a raccontare tutte le difficoltà incontrate nel tornare sul luogo dove il 23 dicembre 2025 perdeva la vita il compagno di squadra: “Lo associamo a cose diverse. Per me, è stato già abbastanza difficile viaggiare fin qui e rimanere nella stessa stanza in cui ho alloggiato lo scorso Natale – ha spiegato il 27enne di Lillehammer ai microfoni di TV2 -. Penso che sia stato positivo per la squadra smorzare un po’ l’impatto della situazione e fare una vera e propria commemorazione. Avere ora un luogo concreto dove poterci incontrare e condividere un po’ il dolore”.

Nonostante il peso opprimente del dolore, Botn non ha nascosto la coesione che si vive all’interno della squadra norvegese, un aspetto da non sottovalutare e che ha permesso agli atleti scandinavi di continuare a mietere successi: “È stato davvero bello tornare qui prima delle Olimpiadi. Ora ho ricevuto una reazione un po’ più forte di quanto pensassi. Ho fatto tanta strada che so che si può andare avanti nella vita lasciando che il tempo passi – ha aggiunto il campione olimpico -. Mi sento abbastanza al sicuro quando viaggio con questo gruppo e ho molta fiducia in tutte le persone che ne fanno parte. Posso parlare con chiunque voglia. Ci divertiamo insieme. Questo è molto importante”.

Ciò che potrebbe incrinare le certezze è il rapporto che le autorità italiane dovrebbero pubblicare nei prossimi mesi in seguito alla chiusura delle indagini sulla morte di Bakken. Un documento che potrebbe incrinare le certezze degli atleti norvegesi, ma che come spiegato da Johannes Dale-Skjevdal, non spegnerà il ricordo del talento scandinavo.

“Penso che siamo tutti un po’ così: il rapporto potrebbe anche arrivare, ma non cambierebbe nulla. Sivert è morto, per così dire. Ma la domanda è se otterremo una risposta chiara su cosa sia successo. Non è certo che la otterremo – ha concluso il 29enne di Lillehammer -. L’unica cosa a cui pensiamo è che quando quel rapporto verrà pubblicato, la questione si riaccenderà. Anche questo è un po’ doloroso. Quindi bisognerà aspettare. Credo che ormai ce ne siamo fatti una ragione”.

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