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L’esclusione dalle Olimpiadi mette a rischio il futuro: due scuole sportive tedesche mettono alla porta la combinata nordica

Credits: Newspower.it

L’esclusione della combinata nordica dal programma olimpico dei Giochi del 2030 rischia di avere conseguenze pesanti ben oltre la mancata partecipazione alla rassegna a cinque cerchi. In Germania, il direttore sportivo della disciplina per la Federazione tedesca di sci (DSV), Horst Hüttel, è preoccupato per il futuro della specialità e per la tenuta del sistema di fondi per lo sviluppo dei giovani atleti.

Le prime avvisaglie sono già arrivate da due scuole sportive d’élite, finanziate prevalentemente dai Länder. Secondo quanto riferito dal dirigente, in queste strutture è stato comunicato che in futuro non sarà più possibile, o non si vorrà più, portare avanti l’attività della combinata nordica. Il sostegno economico potrebbe venire meno dal 1° gennaio 2027.

«La situazione è drammatica e rappresenta una sfida enorme per tutti i soggetti coinvolti», ha dichiarato il DT in un’intervista al portale web.de. «Da una parte vogliamo concentrarci sullo sport; dall’altra, la decisione del 7 luglio ha provocato cambiamenti profondi in tutto il mondo della combinata nordica, non soltanto in Germania, ma anche a livello internazionale».

A essere minacciato è quindi l’intero percorso di crescita dei talenti, con possibili ripercussioni sulla capacità della Germania di formare nuovi combinatisti.

«È devastante per gli atleti che frequentano già queste scuole, ma anche per i giovani che avrebbero potuto entrarvi in futuro».

Le ricadute economiche della mancata presenza alle Olimpiadi, non riguardano solo la discipline, ma anche il settore del salto speciale: «La perdita dei fondi federali avrebbe conseguenze devastanti per l’intero settore del salto con gli sci. Ciò riguarda soprattutto gli impianti sportivi, i lavori di costruzione, le infrastrutture e la loro manutenzione, ma anche i posti di lavoro degli allenatori».

Il dirigente tedesco ha quindi espresso una dura critica nei confronti della Federazione internazionale di sci e snowboard (FIS), accusata di non aver trasmesso informazioni coerenti con quanto poi accaduto.

«Le informazioni che avevamo ricevuto dalla FIS, che era l’unica a dialogare e mantenere i contatti con il CIO, andavano in un’altra direzione», ha spiegato Hüttel. «Dobbiamo purtroppo constatare che probabilmente non ci è stata detta sempre la verità. Dall’interno della federazione sono emerse informazioni che indicano una realtà diversa. Siamo delusi. Questa decisione mette in discussione la nostra stessa esistenza».

Nel mirino del dirigente tedesco è finito in particolare l’ex presidente della FIS Johan Eliasch, reo a suo dire di aver causato «gravi danni alla combinata nordica»: «Purtroppo, a mio avviso, il cambio alla presidenza è arrivato troppo tardi».

Le speranze sono ora riposte nel nuovo presidente, Alexander Ospelt. Per Hüttel sarà decisivo capire con quale impegno e quanta convinzione la FIS intenderà sostenere la disciplina nei prossimi anni; per tentare di restare visibili e rilevanti e sostenere così una candidatura per il ritorno della combinata nel programma olimpico del 2034, già la prossima stagione di Coppa del Mondo, al via a fine novembre in Finlandia, che vedrà anche la presenza dei Mondiali a Falun, saràun passaggio importante per valutare la risposta del pubblico e la capacità del circuito di attirare attenzione.

«Vedremo come andrà la Coppa del Mondo, quale sarà la sua accoglienza e come verrà presentata. Solo dopo potremo dire qualcosa di più», ha concluso Hüttel.

Nel frattempo, però, la priorità è evitare che l’esclusione dai Giochi comprometta la struttura che permette alla disciplina di sopravvivere e preparare le generazioni future.

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