La Norvegia ha una grande tradizione nel biathlon, tuttavia questo movimento rischia di subire un grave colpo. Il governo è infatti intenzionato ad aumentare una serie di tasse relative all’acquisto, al prestito e alla gestione delle armi da fuoco a partire dal 1° gennaio 2027. Tutto ciò porterebbe a un incremento del 331% sui costi del prestito delle armi e del 76% su quello del possesso, andando a inficiare così sulle possibilità di una famiglia di consentire ai propri figli di costruirsi una carriera in questo sport.
«Ora ci vogliono quasi 10.000 corone per richiedere un deposito e 10.000 corone per l’approvazione di una stanza per le armi. Quindi i club si ritrovano con una fattura di 20.000 corone – ha spiegato il presidente della Federazione Norvegese di biathlon Arne Horten durante una seduta della Commissione Parlamentare di Giustizia -. Nello specifico, per una famiglia, il costo della richiesta di porto d’armi aumenta, se si ha un utente e due tutori, dagli attuali 1743 a 3760 corone. Si tratta di un raddoppio della tariffa. Ora ci stiamo impegnando a fondo per ridurre le barriere finanziarie nello sport. Questo va controcorrente, è impegnativo e contraddice tutte le promesse».
Il colpo potrebbe portare numerosi giovani a lasciare il biathlon per altre discipline lasciando scoperto un settore che ha fatto la storia degli sport invernali a livello internazionale. «Non si tratta solo della tassa per l’arma individuale delle reclute. Si tratta dello shock economico complessivo che colpisce l’infrastruttura stessa del nostro sport – ha aggiunto Horten ai microfoni di Dagbladet –. I giovani vogliono dedicarsi a sport più accessibili economicamente, o addirittura abbandonare del tutto l’attività sportiva. Questa è la cosa peggiore che possa accadere».
Pronta è arrivata la risposta del ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza Astri Aas-Hansen che ha spiegato come questo incremento permetta alle forze dell’ordine di coprire le spese per la gestione delle armi.
«Lo scopo delle modifiche non è ridurre il numero di armi da fuoco. In Norvegia abbiamo una cultura delle armi responsabile e positiva, dove il possesso di armi è in gran parte legato alla caccia, allo sport e alle attività all’aria aperta – ha sottolineato la titolare del dicastero -. Le tariffe sono stabilite secondo il principio di rapporto costi-efficacia. Ciò significa che le tariffe vengono adeguate in base al quadro dei costi e che in futuro potrebbero esserci i presupposti per una riduzione delle tariffe stesse. Tale valutazione avviene attraverso revisioni periodiche dell’utilizzo delle risorse nella gestione degli armamenti».


