Il biathlon mondiale non è solo quello della Norvegia o quello della Francia. È anche il biathlon delle nazioni minori, che si cimentano con orgoglio a questi Mondiali Giovanili qui in Svezia. E forse è anche interessante gettare uno sguardo al di là del “recinto“ per scoprire curiosità, aneddoti o particolarità di certe realtà sportive.
La Danimarca, ad esempio, ha fatto pagare 800 euro ogni ragazzo partecipante, affinché possa gareggiare sulle nevi di Östersund. Poi ci sono la Moldavia con le tute sgargianti, il Cile con il continuo sorriso sulle labbra, oppure la Groenlandia che inizia a diventare qualcosa in più della “gita di famiglia” degli Slettemark.
Una citazione particolare la merita la piccola squadra della Georgia. A Östersund la ragazza e i tre maschi sono privi di un team leader, devono arrangiarsi da soli in tutto, dalla sciolinatura alle iscrizioni (infatti per l’individuale hanno “sforato” i tempi e sono rimasti esclusi nella categoria junior). Non hanno cannocchiale, all’azzeramento si arrangiano con il benevolo aiuto di greci, brasiliani oppure belgi – solidarietà fra underdogs… Armen Avetisyan, il più esperto del gruppo e che fa un po’ da chioccia a Rita Petrosyan, Shio Kuchukian e Temur Bichinashvili, ha riparato il calciolo della sua carabina con un’immensità di scotch. Non deve meravigliare quindi che troviamo i bravi ragazzi caucasici in fondo alle classifiche. Per loro vale sicuramente lo spirito olimpico, e cosí li ritroviamo con il sorriso al traguardo, con un timidissimo “grazie” quando facciamo due chiacchiere con loro.
E poi c’è chi altrove fa la primadonna e magari si lamenta della voce dello speaker, troppo alta…
