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Biathlon – Samuelsson torna a parlare della morte di Bakken: “Non sapevo che esistessero le maschere per l’altitudine”

Foto Credits: Dmytro Yevenko

Sebastian Samuelsson torna a parlare della morte di Sivert Guttorm Bakken alla vigilia della sprint di Oberhof, primo appuntamento del 2026 della Coppa del Mondo di biathlon in programma giovedì 8 gennaio.

Il 28enne svedese ha ricordato a SVT Sport il collega norvegese, trovato morto in un albergo a Lavazé lo scorso 23 dicembre, mostrando alcune perplessità in merito all’utilizzo della maschera per simulare l’altitudine: “Non sapevo che esistessero, sapevo di tende o cose di questo genere – ha spiegato Samuelsson -. Al centro Vinterport di Östersund c’è una camera ad alta quota che ho provato in un paio d’occasioni durante la pandemia, quando non si poteva andare su strade ad alta quota, e lì potevo fare una sessione di corsa a 2000 metri d’altezza, ma niente di più”.

Samuelsson ha inoltre raccontato i tragici momenti in cui ha scoperto la notizia della scomparsa del collega: “E’ stato ovviamente uno shock. Avevo gareggiato contro di lui solo poche settimane prima. E’ stata una notizia davvero triste, ma in un certo senso mi sento molto vicino visto che, quando successo qualcosa del genere in un ambiente come questo, ci si conosce tutti”.

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