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Sci di fondo – La sprint olimpica continua a far discutere: “Uomini e donne dovrebbero avere tracciati simili come tempo di percorrenza”

Photo Credits: Newspower.it

La Val di Fiemme è pronta a ospitare le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, eppure continua a emergere qualche dubbio sul tracciato della sprint. Il percorso di Tesero è stato testato al Tour de Ski, tuttavia diverse atlete hanno criticato la lunghezza, eguagliata a quella della gara maschile dopo la svolta imposta dalla FIS qualche anno fa.

Una scelta sostenuta in particolare dagli scandinavi, ma che su un percorso così impegnativo ha fatto storcere il naso a più di un rappresentante della squadra norvegese, in particolare a Heidi Weng e Ingrid Bergane Aabrek che hanno chiesto agli organizzatori di rivedere e accorciare il percorso femminile, trovando appoggio nel commissario tecnico Sjur Ole Svarstad.

Fra le proposte emerse vi sarebbe anche quella di realizzare un tracciato con tempi di percorrenza simili fra uomini e donne, al fine di equiparare le prestazioni differenziando le distanze: “Nelle gare di velocità, penso che si dovrebbe puntare a tempi il più possibile equiparabili piuttosto che alla distanza – ha sottolineato Maja Dahlqvist in un’intervista a VG -. E guardate i 5000 metri di Holmenkollen: c’erano 20 donne al via? Non lo so. Credo che si dovrebbe puntare di più a percorrere lo stesso tempo, no la stessa distanza”.

Di parere simile anche Federico Pellegrino che, interpellato dal sito norvegese, ha appoggiato la tesi del collega norvegese non dimenticando che già due anni fa si era opposto alla scelta di proporre distanze uguali per uomini e donne, richiesta proprio dagli scandinavi: “Correre sulle stesse distanze non è giusto. Donne e uomini sono diversi e hanno qualità diverse – ha spiegato il valdostano -. Immaginate questo percorso sprint femminile in Val di Fiemme con un terreno lento come neve o pioggia, allora non possiamo continuare a chiamarla sprint”.

Le criticità della pista erano state osservate anche da Federica Cassol che, ai nostri microfoni, aveva confermato la durezza del tracciato della Val di Fiemme al termine della tappa del Tour de Ski terminata in ventiseiesima posizione: ““La pista è molto bella, ha aspetti tecnici che a me aiutano, solo che è tanto lunga. – ricordò la portacolori del C.S. Esercito –. È un aspetto che hanno affrontato i norvegesi perché i loro atleti si sono lamentati della lunghezza, che effettivamente può avvantaggiare atleti che hanno più qualità oltre a quella di sprinter, ma ha sicuramente altri aspetti vantaggiosi“.

Chi invece si è opposto a eventuali riduzioni è Harald Østberg Amundsen che ha escluso che l’idea di eguagliare le distanza provenisse dalla Nazionale Norvegese, ma soprattutto ha lanciato un monito agli organizzatori dei Giochi sempre a VG: “Nessun atleta con cui ho parlato ha affermato di essersi impegnato affinché percorressimo distanze uguali. Per quanto riguarda le donne, la situazione è estremamente diversa, mentre per noi ragazzi lo è ancora oggi. La cosa più stupida che potremmo fare sarebbe tagliare il percorso maschile in questo stadio. Poi ci chiedete di fermarci solo in cima all’ultima discesa verso il traguardo”.

A spegnere ogni possibilità di modifica ci ha pensato il direttore di gara della Coppa de Mondo di sci di fondo Michal Lamplot che ha confermato quanto già visto durante il Tour de Ski: “Abbiamo discusso sulla parità di distanza qualche anno fa, quindi non vedo alcun motivo per cambiarla di nuovo ora – ha affermato Lamplot -. Cambiare così vicino alle Olimpiadi è estremamente difficile. Ma analizzeremo e vedremo se ci saranno delle possibilità, ma è terribilmente difficile”.

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