Mirco Romanin può essere soddisfatto della prestazione dell’Italia nella staffetta femminile di Ruhpolding. Un risultato prestigioso per il team tricolore che si è visto sfuggire il successo soltanto nel finale, ma che dato grande soddisfazione al tecnico azzurro.
“Diciamo che siamo molto felici di questo risultato, è il secondo podio stagionale dopo quello di Ostersund dove abbiamo iniziato col botto. Sembra che sia l’anno dell’Italia del biathlon, c’è un po’ di amaro in bocca perché la vittoria era fattibile, è mancata per poco, però è stata una gara bellissima – ha spiegato Romanin ai microfoni del nostro inviato Giorgio Capodaglio -. Ancora una volta il biathlon quanto sia spettacolare. Noi andiamo comunque via con un secondo posto nell’ultima staffetta di genere che precederà le Olimpiadi, quindi il morale è alto. Vorrei fare una dedica speciale a Rebecca Passler che doveva partire oggi in prima frazione, ma purtroppo si è ammalata e non è stata della partita. E’ stata sostituita degnamente dall’amica Hannah e quindi la dedica è per lei”.
Il secondo posto è frutto anche del ritorno di Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi che hanno dato una vera e propria svolta dopo il decimo posto di Oberhof: “Diciamo che durante il weekend di Oberhof abbiamo fatto una buona sprint perché comunque il livello al tiro era stato molto alto, cosa che a Oberhof non capita molto spesso. Avevamo due ragazze nei quindici e non c’erano Doro e Lisa. Quindi è andata bene, anche Linda e Anna erano là vicino alla zona punti con due penalità – ha raccontato Romanin -. L’inseguimento non è stato sicuramente buono, ci sono state troppe penalità e anche nella staffetta troppe ricariche. Una giornata un po’ no per quanto riguarda la parte in pista, avevamo avuto anche un po’ di problemi materiali quel giorno, però può capitare. Però siamo andati via con un bel morale da lì e siamo arrivati qua e abbiamo iniziato bene”.
Per Romanin il weekend di Ruhpolding sarà ancor più emozionante grazie alla presenza del fratello Nicola che farà l’esordio in staffetta: “E’ una doppia soddisfazione per me, essere qua vuol dire tanto per lui. Esserci nella tappa precedente a quella che varrà per le selezioni olimpiche era il suo obiettivo, ci è arrivato e comunque vada sarà un successo”.
Per Romanin ci sarà anche l’emozione di vedere Tommaso Giacomel in giallo, che ha visto crescere nelle categorie giovanili prima di raggiungere questo traguardo: “Ero felicissimo il giorno che l’ha indossato, mi sono venuti in mente i ricordi degli anni in squadra junior, tra l’altro ho vissuto l’emozione assieme a Fabio Cianciana che in quegli l’ha accompagnato – ha concluso Romanin -. Tommaso con gli anni era un atleta che stava iniziando la sua crescita, un atleta che aveva molta fame, molta voglia di arrivare. Si vedeva che c’era tutto per poter diventare un campione, però alla fine bisogna sempre farlo e lui lo sta facendo alla grande. Sta trascinando questa squadra veramente da campione, da uomo maturo e da persona speciale, anche le dediche che ha fatto al suo grande amico Sievert lo dimostrano, quindi complimenti a lui e sono certo che andrà avanti così”.
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