I fratelli Ukaleq Astri e Sondre Slettemark, nel loro piccolo, stanno facendo la storia nel biathlon: lo scorso anno, sono stati la prima squadra groenlandese a partecipare a un team event ad Mondiale di biathlon, grazie alla partecipazione nella Single Mixed e tra 50 giorni Ukaleq prenderà parte alle Olimpiadi di Milano Cortina (Sondre non ha ancora la certezza della qualificazione), anche se dovrà farlo sotto bandiera danese, poiché la Groenlandia è ancora sprovvista di un Comitato Olimpico Nazionale riconosciuto dal CIO.
Se in passato questa prospettiva la intristiva la 24enne, oggi rappresentari i colori danesi è una prospettiva che accetta molto volentieri, anche a causa dei noti eventi che hanno visto il suo Paese natale al centro delle cronache politiche internazionali, con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e i suoi più vicini sostenitori che hanno intensificato le discussioni sull’acquisizione della Groenlandia da parte dello stato nordamericano. Negli giorni scorsi, per altro, si è persino tenuto alla Casa Bianca un incontro a cui hanno preso parte anche i Ministri degli Esteri danese e groenlandese, Lars Lökke Rasmussen e Vivian Motzfeldt.
“Quest’anno sarà ancora più speciale poter sottolineare che siamo un Commonwealth” ha detto la biathleta in un’intervista alla redazione danese DR Sporten “È importante che la Danimarca sia il nostro porto sicuro e che possiamo collaborare bene. Dobbiamo inviare un segnale chiaro agli Stati Uniti che non abbiamo la minima intenzione di far parte degli Stati Uniti. È importante dimostrare che la Groenlandia e la Danimarca sono unite.”
Una causa che, si può ben immaginare, sta naturalmente molto a cuore all’intera famiglia Slettemark, impegnata da sempre a diffondere il biathlon nella piccola comunità groenlandese. Per tanto, non ha remore ad usare parole estreme per difendere il suo popolo e la sua cultura: “Ne parliamo molto e sono assolutamente furiosa. Donald Trump è un idiota totale. Non capisce la nostra cultura né che tipo di società sia la Groenlandia. È davvero spaventoso e immaginiamo il peggior scenario possibile.”
In un’intervista a NRK, suo fratello Sondre ha manifestato la preoccupazione di tutto il popolo groenlandese: “Parlo con la mia famiglia a casa e stanno iniziando ad avere paura e a innervosirsi. Penso che sia soprattutto perché gli americani non ci danno il rispetto di cui sentiamo di aver bisogno. Non mi vedrai mai con una bandiera americana sulla fronte, questo è certo”, ha aggiunto, parlando di un’eventuale annessione della sua Nazionae agli USA che lo condurrebbe a gareggiare per il Paese a stelle e strisce.
Una battaglia, una vera e propria resistenza, che passa attraverso le piattaforme che il biathlon gli fornisce, diffondendo il proprio messaggio e facendo sentire alta la propria voce tramite i media stranieri, ma anche attraverso i mezzi più usati dalle nuove generazioni, i social, dove sia Ukaleq che Sondre sono molto attivi, manifestando il loro appoggio alla Danimarca per quanto fa nella difesa del territorio groenlandese e naturalmente l’orgoglio per la proprio identità nazionale.


La futura “olimpionica”, inoltre non esclude qualche forma di manifestazione contro gli Stati Uniti durante le Olimpiadi, che inizieranno all’inizio di febbraio. “Come atleta, hai una piattaforma da cui parlare in un evento globale come le Olimpiadi. La userò, ma se noi (lei e suo fratello Sondre, ndr) dovessimo fare qualsiasi tipo di dichiarazione, probabilmente non ci sarà mai più permesso di entrare negli Stati Uniti. Per me va benissimo.”


