Il norvegese Johannes Dale-Skjevdal si impone con una poderosa azione nell’ultimo giro nell’Inseguimento di Ruhpolding (GER), avendo la meglio del francese Eric Perrot e dello svedese Martin Ponsiluoma.
Tommaso Giacomel, in posizione da podio fino a poche decine di metri dal traguardo, non riesce a resistere al ritorno degli inseguitori e si deve accontentare della quinta posizione.
Partito con 18 secondi di svantaggio, Tommaso Giacomel recupera più di 7 secondi nella prima tornata su Sebastian Samuelsson, mentre Isak Frey viene riassorbito dagli atleti che lo inseguono, formando un grande gruppone all’inseguimento dei primi due. Sia lo svedese che l’italiano mancano un bersaglio, aprendo la porta per un rientro di coloro che seguono. Laegreid, Frey, Zobel e Dale sono a 10 secondi di distacco dal trentino, mentre anche Lukas Hofer trova lo zero e recupera dopo la prima tornata 5 posizioni, risalendo all’8° posto. Puliti sia Braunhofer che Romanin, 28° e 31° dopo il primo poligono; 1 errore per Zeni e Bionaz, 46° e 58°.
Giacomel guadagna progressivamente nel corso della seconda tornata su Samuelsson, riportandosi sullo svedese e prendendo la testa della gara dopo 4,3 km. Gli inseguitori perdono da Giacomel complessivamente una decina di secondi nel corso del giro, arrivando al poligono con una 20ina di secondi di distacco dal tandem di testa. Serie negativa per Giacomel dopo aver forzato nel giro, mancando 2 bersagli e scivola al quinto posto. Un errore anche per Samuelsson, che esce comunque in testa dal poligono, ma è marcato stretto dal trio svedese Frey-Dale-Laegreid, che sono ancora senza errori. Hofer sbaglia sull’ultimo bersaglio e scende in 17° posizione, mentre Braunhofer e Romanin continuano a non sbagliare, salendo in 23° e 25° posizione. Non sbagliano anche Zeni e Bionaz,35° e 51°.
Samuelsson davanti non vuole forzare, infatti Giacomel recupera 3 secondi ed anche Perrot (2 errori nel primo poligono, zero nel secondo) e Ponsiluoma si avvicinano, accodandosi a Tommaso.
Il tatticismo davanti fa il gioco degli inseguitori (tra cui, in coda, c’è anche Hofer) che arrivano al terzo poligono con solo 5 secondi di distacco dal quartetto di testa. Laegreid e Samuelsson, che erano davanti, hanno avuto ragione trovando lo zero e uscendo dal poligono in testa alla corsa (Laegreid è ancora a caccia del podio in questa stagione) seguiti con non troppa distanza da Perrot, anche lui con lo zero in piedi, mentre purtroppo Giacomel manca l’ultimo bersaglio ed è costretto ancora ad inseguire insieme con gli altri norvegesi Uldal, Christiansen e Dale. Hofer manca ancora un bersaglio ed è 16°, mentre trova un altro zero Romanin, che continua la rimonta e risale in 20° posizione. Altro zero per Zeni che è 40°, mentre Bionaz manca due bersagli ed è 53°. Braunhofer è purtroppo vittima di fuoco incrociato e sprofonda in ultima posizione per via di una penalità di 2 minuti, aggiunti sul tempo di gara, che di fatto si conclude con questo episodio sfortunato.
Samuelsson nel 4° giro decide di forzare l’andatura ed il solo Perrot riesce a tenerlo; Leagreid infatti va in difficoltà e perde terreno. Nell’ultimo poligono, però, Samuelsson paga a caro prezzo questa gestione tattica, perché commette due errori e vede svanire la possibilità di realizzare la doppietta dopo il successo nella Sprint. Ne approfitta Perrot, che pur mancando un bersaglio esce in testa dall’ultimo poligono. Tuttavia, non è finita qui: dal gruppo degli inseguitori sbuca con lo zero Johannes Dale con 7 secondi di distacco dal francese, che lo pongono ancora in perfetta corsa per la vittoria e gettando le premesse per un ultimo giro spettacolare; infatti così sarà.
Dale rientra su Perrot nella prima parte del giro e si porta al comando quando mancano circa 800 metri dal traguardo. Sul lungo falsopiano in salita il norvegese sfodera un poderoso attacco irresistibile per chiunque, anche per Perrot, che non riesce a tenere le code dello scandinavo; Johannes Dale così va a conquistare la prima vittoria della stagione, la quarta in carriera, confermandosi il migliore in questo format di gara su queste nevi, poiché due stagioni fa, quando si disputò l’ultimo Inseguimento a Ruhpolding prima di oggi, fu proprio lui a primeggiare.
Deve così accontentarsi del posto d’onore Eric Perrot (4° podio per lui in stagione) ma che è fondamentale sia in ottica classifica di specialità (di cui torna leader) e per scavalcare Samuelsson (poi sesto) in seconda posizione nella classifica generale di Coppa del Mondo.
Per l’ultimo posto del podio succede veramente di tutto. Christiansen esce dall’ultimo poligono con lo zero, ma lo seguono non troppo distanti Laegreid e Giacomel, entrambi con un errore nell’ultima serie. Il nostro portacolori, nonostante ben 5 giri di penalità percorsi in tutta la gara, ha ancora energie e ci prova per il podio; salta via Laegreid (che poi crollerà fino a chiudere 11°) in un amen e sulla prima salita del tracciato si riporta anche su un poco brillante Christiansen. In cima addirittura Giacomel parte in contropiede, provando a prendere del margine sul diretto rivale, sempre pericoloso in volata. Tommaso sembra ormai aver messo in ghiaccio il quinto podio consecutivo e l’ennesimo miracolo sportivo di questa stagione, ma dopo aver percorso l’ultima curva a destra che immette sul rettilineo finale si vedono sbucare alle sue spalle quasi dal nulla a doppia velocità lo svedese Ponsiluoma ed il francese Fabien Claude, autori di un ultimo giro che ha lasciato tutti senza parole; Giacomel, ormai senza più energie, non è in grado di controbattere e si vede sopravanzato a pochi metri dal traguardo, perdendo il podio e vedendosi relegato al quinto posto. Un risultato che lascia l’amaro in bocca, anche perché questo significa aver concesso 25 punti a Perrot nella generale, ma si tratta comunque di un risultato di prestigio e che evidenzia la tenacia del trentino, sempre pronto a lottare e ad ottenere il massimo risultato possibile, anche nelle giornate in cui non tutto è semplice.
Buon 13° posto finale per Lukas Hofer, che trova un importante zero all’ultimo poligono per chiudere in modo positivo la sua gara. Straordinario invece Nicola Romanin, che manca un bersaglio (l’unico errore della sua gara, nell’ultima serie) e termina in 30° posizione; 2 gare a punti su 2 nel fine settimana bavarese che ripagano anni di duro lavoro per avere ancora una chance di gareggiare tra i grandi. Elia Zeni anche lui a punti in 36a posizione, mancando un bersaglio nell’ultima serie; Bionaz è 53° finale con un altro errore nell’ultimo poligono, mentre Patrick Braunhofer, con uno zero rapido anche nell’ultima serie, chiude 59°.
CLASSIFICA FINALE
- J. Dale-Skjevdal (NOR) 30:23.9 (0+0+1+0)
- E. Perrot (FRA) +4.9 (2+0+0+1)
- M. Ponsiluoma (SWE) +7.5 (2+0+1+1)
- F. Claude (FRA) +8.2 (0+0+1+1)
- T. Giacomel (ITA) +8.5 (1+2+1+1)
- S. Samuelsson (SWE) +12.3 (1+1+0+2)
- V. S. Christiansen (NOR) +13.8 (1+0+0+0)
- E. Jacquelin (FRA) +14.0 (1+1+1+1)
- I. Frey (NOR) +17.1 (0+0+2+0)
- P. Nawrath (GER) +17.7 (1+1+1+0)
PIAZZAMENTI DEGLI ALTRI ITALIANI
13. L. Hofer +22.9 (0+1+1+0)
30. N. Romanin +1:17.6 (0+0+0+1)
36. E. Zeni +1:33.8 (1+0+0+1)
53. D. Bionaz +2:51.1 (1+0+2+1)
59. P. Braunhofer +5:26.4 (0+0+5+0)


