L’età è soltanto un numero quando il fuoco della passione arde ancora intensamente e Lukas Hofer lo sa perfettamente come dimostrato nella short individual di Nove Mesto. Il 36enne altoatesino è diventato l’azzurro più anziano a salire su un podio in Coppa del Mondo di biathlon con il terzo posto nella gara vinta da Eric Perrot, una sorta di liberazione per lui.
“Non ci sono parole perché il podio nell’individuale ancora mi mancava. Sono finito a terra tre o quattro volte nella mia carriera e, come per Jacqueline, ho ottenuto finalmente il podio anche in questa specialità – ha spiegato Hofer ai microfoni del nostro inviato Giorgio Capodaglio -. Già ai Mondiali 2013 ero arrivato con tre zeri e all’ultimo poligono ho mancato due bersagli che mi sono costati il podio. Dopo l’ultimo colpo mi sono tolto il peso e ora devo tenere la concentrazione per guardare avanti”.
Hofer punta ora alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 in casa ad Anterselva, consapevole che quel traguardo ha rischiato di non arrivare mai dopo i Mondiali di Ruhpolding 2023 quando era sul punto di dire addio al biathlon: “E’ importantissimo questo podio per arrivare ai Giochi nel flow giusto. Nel biathlon può succedere di tutto in ogni gara quindi bisogna dare sempre il massimo – ha concluso Hofer -. Ho capito che è valsa la pena proseguire dopo due o tre mesi dalla scelta anche perchè ho sentito il fuoco dentro di me e sono contentissimo di essere andato avanti”.
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