Gli Europei di biathlon si concludono sul fronte maschile ancora una volta all’insegna della Norvegia. Sivert Gerhardsen, Kasper Kalkenberg, Martin Nevland e Isaak Frey si sono aggiudicati l’oro nella staffetta anticipando Germania e Francia in una gara decisa soltanto all’ultimo, mentre per l’Italia è arrivato un amaro quarto posto con Daniele Cappellari, Didier Bionaz, Marco Barale e Christoph Pircher che hanno visto sfuggire la medaglia a causa dei numerosi errori al tiro.
Prima frazione molto controllata con molti atleti che sono riusciti a coprire il poligono inaugurale nel migliore dei modi come Oscar Andersson che è uscito con due secondi su Daniele Cappellari, molto rapido nel chiudere i bersagli.
L’azzurro ha faticato a rimanere con i migliori nel secondo giro di fondo, una situazione che si è fatta sentire alla seconda serie di tiro dove il 28enne friulano ha commesso tre errori, contenendo il distacco negli otto secondi dal finlandese Jaakko Ranta.
Il finnico è risalito complice un solo bersaglio mancato precedendo di sette centesimi Andersson, autore di due errori, e di 4″7 il norvegese Sivert Gerhardsen. Ciò non è bastato per evitare la rimonta del giovane scandinavo che ha passato il testimone con soli tre decimi sull’austriaco David Komatz (in grado di recuperare terreno nella parte sugli sci dopo un tiro abbastanza lento) e 11″9 sul ceco Vladimir Kocmanek.
In difficoltà nel finale Cappellari che ha dato il là a Didier Bionaz con ventuno secondi di ritardo, un distacco che il valdostano ha prontamente dimezzato presentandosi al poligono a terra con dodici secondi dal norvegese Kasper Kalkenberg.
L’azzurro è stato impeccabile affrontando così la seconda tornata con soli sette centesimi dall’austriaco Magnus Oberhauser, costretto a far ricorso di una ricarica, compiendo poco dopo il sorpasso. Nonostante ciò Bionaz ha faticato a staccare Oberhauser e lo svedese Jacob Larsson in vista del poligono in piedi dove l’atleta tricolore è incappato in tre bersagli mancati dovendo ricorrere a due giri di penalità complice anche l’impossibilità di completare la serie con le ricariche.
In una situazione completamente ribaltata Bionaz si è preparato ad affrontare l’ultima parte in pista in ottava posizione con quarantasette secondi di ritardo dal ceco Jonáš Mareček, bravo a sfruttare le ricariche per passare al comando con tre secondi sull’ucraino Denys Nasyko, autore di un doppio zero.
La situazione si è di fatto cristallizzata nelle parti alte in vista del secondo cambio con Mareček che ha ampliato a dieci i secondi di vantaggio su Nasyko, mentre dietro si è scatenata la rimonta di Bionaz che ha consegnato il testimone in quinta piazza a ventotto secondi.
Un distacco che Marco Barale ha provato a rosicchiare nella sua prima tornata a dispetto del ceco Adam Václavík, bravo a resistere al ritorno del norvegese Martin Nevland che, non appena sceso in pista, ha imposto il proprio ritmo. Lo scandinavo ha però fatto la differenza nel tiro a terra dove lo zero gli ha consentito di balzare in vetta con 5″6 su Václavík, autore di due errori, ma soprattutto con sette su Barale, perfetto al poligono.
Nevland non ha però forzato nella tornata che lo portava verso il poligono in piedi permettendo a Václavík e Barale di rientrare, ma soprattutto a uno scatenato Gaetan Paturel, autore di una frazione brillante. Il norvegese ha però rimesso le cose in chiaro con un doppio zero e mettendo secondi preziosi fra sé e Paturel che, con Barale, hanno rafforzato il posto sul podio nonostante un errore.
Il transalpino non si è dato per vinto e ha subito rintuzzato il distacco cedendo il testimone per l’ultima volta con quattro centesimi sul norvegese, mentre chi ha patito la fatica è stato Barale, costretto a chiudere le proprie fatiche in quinta posizione con ventotto centesimi di ritardo.
Nell’ultima frazione Norvegia e Francia hanno continuato ad andare a braccetto con Isaak Frey e Valentin Lejeune che hanno imposto un ritmo troppo elevato per gli altri fra i quali Christoph Pircher, sempre quinto con poco meno di mezzo minuto in vista del poligono a terra.
Frey e Lejeune non hanno sbagliato nulla con il norvegese che ha guadagnato leggermente nel rilascio dei colpi andandosi a giocarsi così la vittoria nell’ultima serie di tiro. Niente da fare invece per Pircher che è incappato in tre errori che l’hanno fatto scivolare al sesto posto con cinquantaquattro secondi di ritardo, dicendo di fatto addio alla lotta per le medaglie.
Per l’assegnazione del titolo è stato quindi decisivo il poligono in piedi dove Frey ha mancato sì inizialmente due bersagli, ma li ha coperti velocemente con le ricariche sfruttando così il crollo di Lejeune, autore di tre sbavature. Chi invece ha ottenuto un doppio zero sono stati il tedesco Leonhard Pfund e l’azzurro Pircher che sono così rispettivamente risaliti al secondo e al quarto posto lanciandosi verso il traguardo.
Frey non ha risentito della pressione e ha così portato a casa la vittoria in 1h17’08” con 6″5 su Pfund e 55″2 su Lejeune, mentre Pircher si è dovuto accontentare della quarta piazza con 1’45” di distacco.
LA TOP TEN DELLA STAFFETTA MASCHILE DEGLI EUROPEI
- Norvegia (S. Gerhardsen, K. Kalkenderg, M. Nevland, I. Frey) (1+8) in 1h17’08″4
- Germania (E. Seidl, S. Kaiser, D. Riethmueller, L. Pfund) (2+10) +6″5
- Francia (A. Guigonnat, D. Levet, G. Paturel, V. Lejeune) (1+13) +55″
- Italia (D. Cappellari, D. Bionaz, M. Barale, C. Pircher) (2+10) +1’45″4
- Svezia (O. Andersson, J. Larsson, E. Nykvist, M. Nordgren) (2+11) +2’05″7
- Finlandia (J. Ranta, V. Kotikumpu, J. Mukkala, A. Heikkinen) (0+11) +2’18″00
- Austria (D. Komatz, M. Oberhauser, F. Muelhbacher, L. Haslinger) (1+10) +2’36″7
- Repubblica Ceca (V. Kocmanek, J. Marecek, A. Vaclavik, J. Stvrtecky) (4+14) +2’54″5
- Ucraina (A. Tyschchenko, D. Nasyko, R. Borovyk, B. Tsymbal) (0+11) +2’59″5
- Polonia (W. Skorusa, F. Sucholdoski, K. Brzoska, T. Jakiela) (2+7) +4’29″3


