Tommaso Giacomel è pronto ad affrontare le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 e, sebbene le emozioni sono molte, appare molto concentrato su sé stesso. La conferma arriva dopo l’allenamento prima della staffetta mista che domenica 8 febbraio aprirà il programma a cinque cerchi del biathlon.
“Purtroppo non è una sensazione speciale, perché sembra di più una fase di allenamento o una campagna mondiale, perché ci siamo spostati attraverso le Alpi. E’ un po’ triste – ha spiegato Giacomel ai microfoni del nostro inviato Giorgio Capodaglio facendo accenno alle Olimpiadi diffuse -. Quattro anni fa non ero pronto per vincere nulla di importante, adesso si. Spero di dimostrare il mio miglior biathlon in queste due settimane. Non sono un amante del lancio, ma faccio che mi viene proposto di fare”.
L’azzurro potrà inoltre realizzare il sogno del padre di prendere parte ai Giochi e potrà farlo con la carica delle prime medaglie italiane targate Giovanni Franzoni e Dominik Paris nello sci alpino: “Ho visto le gare e sono estremamente. felice sia per Giovanni che è un ragazzo d’oro che per Dominik che è il più forte discesista che abbiamo in Italia e finalmente ha una medaglia olimpica . Sono molto felice per loro, sono bravissimi – ha confessato Giacomel -. Purtroppo mio padre non ha avuto l’occasione olimpica, ma è estremamente orgoglioso di me. Spero mi veda con medaglie in mano”.
Giacomel non ha voluto commentare la questione riguardante la positività all’antidoping di Rebecca Passler che ha colpito l’Italia, lasciando un clima difficile all’interno della squadra azzurra: “Non ho avuto molte informazioni perché fra ragazzi e ragazze abbiamo diviso i team in questi giorni. Non posso dire di essere un buon amico di Rebecca, parliamo, ma non possiamo definirci buoni amici – ha concluso Giacomel commentando anche la Cerimonia d’Apertura -. Devo dire che mi è piaciuta molto. E’ stata molto più bella di quella di Parigi dello scorso anno. E’ stata lunga, ma è stata una bella cerimonia”.

