Prima medaglia in questi Giochi Olimpici per Vetle Sjaastad Christiansen, che aggiunge un argento a cinque cerchi al suo palmares con la Sprint maschile dopo l’oro e il bronzo conquistati a Pechino 2022 nella staffetta e nella Mass Start.
Un risultato che per il norvegese “significa tutto, tutta la mia vita. È per questo che lottiamo” ha dichiarato all’OIS “Alle Olimpiadi non si gareggia per i soldi né per la fama. Si lotta per se stessi e per fare la miglior gara della propria carriera nel giorno giusto. È difficile da descrivere, è qualcosa di incredibile.”
Un traguardo importantissimo, per un atleta messo più volte in discussione nella passata stagione, quando sembrava quasi ormai sul viale del tramonto all’interno della competitiva squadra norvegese: “Oggi sono un po’ più felice. L’anno scorso è stato piuttosto un disastro, e allora mi sono detto: “La risalita comincia adesso”. Così ho fatto dei piani. Sono stato in salute per tutto l’anno, nemmeno un giorno di malattia. È questo che mi ha permesso di arrivare fin qui quest’anno: la continuità ogni giorno, cercando di rendere ogni giornata il più perfetta possibile.”
Tornando sulla sprint odierna, che di fatto si è decisa sull’ultima salita, il 33enne spiega che “il distacco dagli altri era più ridotto di quanto pensassi, soprattutto fino al quarto posto. Mi hanno detto che ero a un secondo da Sturla Holm Laegreid e che Emilien Jacquelin era stanco.” Utile è stato dunque il lavoro svolto nella giornata di ieri proprio in quella zona del circuito: “Ieri ho fatto alcune sprint di 30 secondi allo stadio, proprio sull’ultima salita. Mi sono detto: “Ok, ora hai solo un altro sprint di 30 secondi e poi è finita”. Sono felice di averle fatte ieri, perché credo che oggi, negli ultimi 500 metri, abbiano fatto la differenza.”
A segnare la guida per i due norvegesi sul podio, secondo il biathleta di Geilo, è stato il loro connazionale Johannes Hoesflot Klaebo, che poche ore prima nei 10 km ha conquistato il suo terzo oro ai Giochi nella 10km: “Dalla gara di sci di fondo di oggi abbiamo imparato che il ritmo è fondamentale. Lui è stato velocissimo nell’ultimo chilometro. Per tutta la gara ho cercato di tenere un ritmo un po’ più lento di quello che avrei voluto, così da avere un po’ di energia extra per gli ultimi chilometri. In quota, quella potenza in più è importantissima, e questa gestione intelligente mi ha portato all’argento oggi.”

