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Biathlon

Biathlon – Milano-Cortina 2026: la Francia domina la Staffetta femminile e vince l’Oro. Italia 11a.

Foto Credits: Dmytro Yevenko/Fondo Italia

La Francia, dopo aver vinto la staffetta maschile, si impone anche nella Staffetta femminile di Biathlon ai Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, conquistando la medaglia d’oro grazie al quartetto composto da Camille Bened, Lou Jeanmonnot, Oceane Michelon e Julia Simon.

Medaglia d’argento per la Svezia, con Lin Gestblom, Anna Magnusson, Elvira Oeberg ed Hanna Oeberg.
Bronzo per la Norvegia, con Marthe Kraakstad Johansen, Juni Arnekleiv, Karoline Knotten e Maren Kirkeeide.

Italia anche oggi lontana dalle posizioni che contano; Hannah Auchentaller, Dorothea Wierer, Michela Carrara e Lisa Vittozzi concludono in 11a posizione.

Partenza di staffetta piuttosto decisa da parte della Germania, con Tannheimer decisa ad allungare sulle rivali già dal primo giro, ma senza troppi risultati; Italia sempre tra le prime 5 posizioni con una brillante Auchentaller. Arrivano tutte insieme al primo poligono; Bened fa la differenza al poligono con uno zero rapido e porta la Francia in testa, seguita da Johansen e Tannheimer, quindi con Norvegia e Germania in seconda e terza posizione. Una ricarica per Auchentaller, che dopo il primo poligono è 14° a 16 secondi dalla testa.
Tannheimer ha intenzione a fare corsa dura anche nel secondo giro, mantenendo alta l’intensità nel gruppetto che guida la corsa, composto da 7 nazioni; l’Italia è nel secondo gruppo, a 14 secondi dalla testa. Nel tiro in piedi si verifica il primo colpo di scena della gara: Bened va in totale confusione e commette 3 errori col caricatore, ma copre solo 2 bersagli con le ricariche; la Francia gira in prima frazione con la biatleta più precisa del circuito ed è subito costretta ad inseguire.
È la Bulgaria ad uscire in testa, con Hristova che trova lo zero, seguita poco più indietro da Gestblom per la Svezia e Tannheimer per la Germania, con Johansen quarta per la Norvegia. Auchentaller impiega altre 2 ricariche ed è 12° con 30 secondi di ritardo dalla testa, mentre la Francia è 16° a 40 secondi dai primi.
Gestblom recupera Hristova nell’ultimo giro di frazione e la salta, lanciando la Svezia al comando in solitaria; al cambio, sono 5 i secondi di margine sul tandem Bulgaria-Germania, con Tannheimer anche lei in grado di rientrare nel finale di giro sulla biatleta bulgara. Al cambio, l’Italia è decima con 30 secondi di distacco dalla testa, con una brillante Auchentaller nell’ultimo giro, mentre la Francia è ad oltre 55 secondi, con Bened che ha perso ulteriore terreno anche nell’ultima tornata; gara già in salita per le transalpine, grandi favorite per la vittoria.

Partenza di seconda frazione molto incisiva per Magnusson. Che mantiene qualche secondo di margine su Todorova, mentre fa molta fatica Preuss; Germania che perde terreno dalla Svezia, vedendo raddoppiare il distacco rispetto alla partenza. Wierer recupera posizioni ed anche qualche secondo dalla testa, come anche Jeanmonnot, che scende sotto i 50 secondi di ritardo da Magnusson. Poligono a terra che si rivela essere più selettivo rispetto alle previsioni, nel quale non mancano nuovi colpi di scena: Magnusson è la prima ad andare in difficoltà ed incappa in un giro di penalità, vanificando completamente un’ottima prima tornata; anche Todorova è in crisi, ma si salva con le ricariche; ne approfitta così Preuss, che con lo zero fugge al comando, con una quindicina di secondi di vantaggio su un folto gruppo al suo inseguimento. Jeanmonnot impiega un paio di ricariche, ma consente alla Francia di guadagnare qualche posizione, portandosi a meno di 40 secondi dalla testa, mentre va in crisi Wierer, che incappa anche lei in una penalità ed allontana l’Italia dalle posizioni di vertice, uscendo dal terzo poligono in 14° posizione ad oltre 50 secondi dalla testa.
Preuss gestisce nella quinta tornata, consentendo alle inseguitrici di recuperare qualche secondo. La strategia non si rivela quella vincente, perché anche Preuss va in difficoltà nel successivo poligono in piedi e finisce per una volta nel giro di penalità. La prima piazzola del poligono sembra quasi stregata, poiché 3 delle 4 atlete che sino ad ora si sono avvicendate su quella piazzola, poi sono state costrette a percorrere un giro di penalità. Ne approfitta la Norvegia, con Arnekleiv che è la più rapida a trovare lo zero e si porta in testa alla corsa, in un nuovo ribaltamento di fronte. Lo zero di Jeanmonnot in questo poligono è pesantissimo, perché rimette la Francia in perfetta corsa per le medaglie, mentre altre due ricariche impiegate da Wierer, che non riesce a guadagnare terreno.
Nell’ultima tornata, Arnekleiv fa molta fatica e viene sopravanzata da un’ottima Bendika, Todorova ed una rimontante Jeanmonnot; Lettonia che addirittura va a cambiare in testa, insieme con Bulgaria e Francia, con la Norvegia staccata di 16 secondi; Germania 11° a quasi 50 secondi, mentre l’Italia è sempre 14° ad un minuto, con Wierer che ha fatto più fatica nell’ultima tornata.

Michelon imposta subito il suo ritmo ad inizio terza frazione, allungando nettamente su Bulina e Zdravkova; perdono anche le inseguitrici successive, con Knotten ed Elvira Oeberg a fare l’andatura per Norvegia e Svezia. Italia sempre al 14° posto, con Carrara che perde quasi 10 secondi da Michelon solo nella prima tornata di frazione, senza avere attorno a sé punti di riferimento utili. Michelon completa un primo giro perfetto trovando lo zero ed allungando ulteriormente sulle inseguitrici. Bulgaria e Lettonia sbagliano, Bulina addirittura incappa in 2 giri di penalità; sale così al secondo posto Knotten per la Norvegia, con Zdravkova terza, ma con loro c’è anche la Svezia con Elvira Oeber, ma il gap con la Francia è di 30 secondi.
Michelon fa una gara a parte, continuando ad incrementare sulle inseguitrici anche nel secondo giro di frazione; una ricarica impiegata nel tiro in piedi, poi, non rallenta la sua marcia, rimanendo saldamente al comando. Knotten (con una ricarica) ed Oeberg (pulita anche in piedi) restano in seconda e terza posizione anche dopo il tiro in piedi, ma con un distacco dilatato a 45 secondi; c’è anche la Repubblica Ceca con loro, con una convincente Vobornikova; 20 secondi più indietro risale la Germania, con Janina Hettich-Walz, al quinto posto. Francia che cambia con 47 secondi di vantaggio su Svezia e Norvegia, con Knotten in grado di tenere le code di Elvira Oeberg nell’ultimo giro di frazione, e la Repubblica Ceca a 53 secondi; Germania 5° a 1 minuto e 22 secondi.
Altra frazione da dimenticare per l’Italia, con Carrara che dopo aver utilizzato una ricarica nel giro a terra, incorre in un giro di penalità dopo il tiro in piedi e cambia in 14° posizione a quasi 3 minuti di distacco dalla Francia, risultando definitivamente fuori gara.

Simon, trovando lo zero nella prima serie, incrementa ulteriormente il vantaggio sulle inseguitrici dopo la prima tornata, mettendo in cassaforte la medaglia d’oro. Infatti, sia Hanna Oeberg che Kirkeeide sono costrette ad impiegare una ricarica, con la svedese che allunga leggermente sulla norvegese grazie alla rapidità nel rilascio dei colpi. Esce di scena la Repubblica Ceca, con Vinklarkova che va in difficoltà ed incappa nella penalità, venendo scavalcata da Voigt, che porta la Germania al quarto posto.

Dopo un penultimo giro in controllo, senza forzare inutilmente, l’ultimo poligono per Simon è una pura formalità: la francese trova senza problemi il 5/5 e può dare inizio ai festeggiamenti. La Francia vince (quest’oggi con una incredibile prestazione di superiorità, nonostante le difficoltà di Bened in prima frazione) anche la staffetta femminile, monopolizzando tutte le 3 prove a squadre del calendario olimpico del Biathlon; terzo oro per Julia Simon, mentre salgono a 4 le medaglie di Lou Jeanmonnot.

Un minuto più indietro, nella lotta per argento e bronzo, è la Svezia ad avere la meglio delle “cugine” norvegesi: impiegando una ricarica a fronte delle due usate da Kirkeeide, Hanna Oeberg prende quei 15 secondi di margine sulla rivale, che poi mantiene fino al traguardo, portando al biathlon svedese la prima medaglia in campo femminile in questa rassegna olimpica e relegando al Bronzo la Norvegia, in cui spicca la terza medaglia personale per Kirkeeide.
Germania quarta davanti alla Repubblica Ceca, quinta.

L’Italia conclude in 11° posizione, piazzamento che sicuramente non rispecchia le attese stesse delle nostre atlete e di tutto lo staff tecnico, con Lisa Vittozzi che in ultima frazione si è limitata a fare un allenamento in vista della Mass Start del fine settimana, utile per andare in cerca di riscatto e provare a chiudere questi Giochi Olimpici con una nota positiva.

CLASSIFICA FINALE

  1. Francia (C. Bened/L. Jeanmonnot/O. Michelon/J. Simon) 1:10:22.7 (1+6)
  2. Svezia (L. Gestblom/A. Magnusson/E. Oeberg/ H. Oeberg) +51.3 (1+7)
  3. Norvegia (M. K. Johansen/ J. Arnekleiv/K. Knotten/M. H. Kirkeeide) +1:07.6 (0+7)
  4. Germania (J. Tannheimer/F. Preuss/J. Hettich-Walz/V. Voigt) +1:29.1 (1+9)
  5. Repubblica Ceca (J. Jislova/L. Charvatova/T. Vobornikova/T. Vinklarkova) +2:07.5 (1+10)
  6. Polonia (A. Maka/K. Zuk/J. Jakiela/N. Sidorowicz) +2:14.8 (0+12)
  7. Finlandia (I. Hamalainen/S. Leinamo/V. Lehtonen/S. Minkkinen) +2:28.7 (0+9)
  8. Svizzera (A. Baserga/A. Gasparin/L. Meier/L. Haecki-Gross) +2:47.6 (1+10)
  9. Ucraina (O. Merkushyna/Y. Dzyma/K. Dmytrenko/D. Chalyk) +3:19.5 (0+9)
  10. Slovacchia (E. Kapustova/P. Batovska-Fialkova/A. Kuzmina/M. Remenova) +3:40.8 (0+10)
  11. Italia (H. Auchentaller/D. Wierer/M. Carrara/L. Vittozzi) +3:54.7 (2+13)

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