La Francia del biathlon prosegue la sua Olimpiade indimenticabile a Milano-Cortina 2026 e lo fa godendosi la medaglia d’oro conquistata da Camille Bened, Lou Jeanmonnot, Oceane Michelon e Julia Simon che hanno letteralmente spazzato via la concorrenza nonostante la necessità di affrontare un giro di penalità nel corso della prima frazione.
Un trionfo che ha esaltato in particolare la 29enne di Les Saisies che da anni aveva messo nel mirino questa gara, pensando soprattutto all’unico precedente per le transalpine ad Albertville 1992 quando Corinne Niogret, Véronique Claudel e Anne Briand si misero al collo l’oro.
“Essere una tripla campionessa olimpica è incredibile. Avevo adocchiato la staffetta da così tanto tempo. L’unica vittoria francese risale al 1992. Era a casa, a Les Saisies, quindi eravamo determinate a trasformare questi due titoli mondiali (2024 e 2025, NdR) in realtà – ha spiegato Simon ai microfoni di France TV -. Quando ero più piccola e guardavo le atlete arrivare con la bandiera, sognavo di fare lo stesso. Oggi, le ragazze mi hanno permesso di realizzare quel sogno e di condividerlo con loro. Le ragazze hanno fatto la maggior parte del lavoro, quindi ho potuto divertirmi molto nella prime frasi. Nel primo giro, ho sciato forte per far capire loro che avrebbero dovuto lottare per il secondo posto, e poi mi sono divertita davanti ai bersagli. Non ho nemmeno esagerato; volevo dare qualità al mio tiro. È stata una bella gara a squadre e ne sono molto orgogliosa“.
Ancor più emozione per Bened che a venticinque anni ha conquistato il primo alloro della carriera potendo così riscattare il sesto posto ottenuto nell’individuale. Una prestazione che è arrivata nonostante quella brutta serie al poligono e la necessità di affrontare un giro di penalità, come accaduto anche nella gara maschile con Fabien Claude.
“Avevamo detto che volevamo fare come i ragazzi , e volevo fare lo stesso così tanto che ho imitato Fabien. Dopo la gara, sono rimasta molto delusa. Un giro di penalità non è quello che vuoi, ma la medaglia c’è, e ora non possiamo che essere felici. È ancora una sfida, soprattutto quando sai di essere il favorito, e credo di aver sottovalutato la pressione – ha confessato Bened -. L’ho presa duramente, soprattutto perché la tedesca (Julia Tannheimer, NdR) è partita molto forte. Volevo starle dietro nel secondo giro, il che mi ha reso la vita difficile nella frazione a piedi. È stato come se avessi avuto un leggero calo di pressione. Abbiamo finito, e la medaglia è lì. Questo è ciò che conta. Abbiamo lottato insieme per il titolo, anche se oggi le mie tre colleghe lo meritano più di me. Ma ho dato il massimo. Ci sono alcuni rimpianti personali, ma c’è anche tanta gioia“.

