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Milano-Cortina 2026

Milano Cortina 2026 – Buonfiglio promuove la spedizione azzurra: «Un’Olimpiade da trenta e lode»

Photo Credits: CONI/Ferdinando Mezzelani GMT

Se paragoniamo le Olimpiadi all’univerisità dello sport, la squadra italiana ha superato questa “sessione invernale” del 2026 con un bel «30 e lode». Di questo è assolutamente convinto il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, che durante la conferenza stampa di chiusura a Casa Italia – Milano, ha scelto proprio questa formula accademica per definire cosa sono stati i Giochi di Milano Cortina per la spedizione azzurra.

Il bilancio è da record: 30 medaglie complessive, di cui 10 ori, superando i primati invernali di Lillehammer 1994 (20 podi e 7 ori) – al netto del maggior numero di discipline in gara rispetto a 32 anni fa e al contingente più grande per l’Italia in un’Olimpiade invernale. Un risultato che, nelle parole del presidente, «contribuisce ad arricchire la storia della nostra Repubblica».

Buonfiglio ha aperto ricordando il sostegno del Capo dello Stato, Sergio Mattarella: «Vogliamo ringraziare il Presidente Mattarella perché è stato sempre presente, affettuoso ma soprattutto competente, come ha dimostrato anche in quest’ultima Olimpiade, dove ci è stato vicino più di una volta. È stato presente alla Cerimonia d’Apertura ma anche nelle venue dove le nostre atlete e i nostri atleti hanno vinto. Questo è un segnale importante per tutto lo sport italiano».

Ha poi sottolineato la complessità organizzativa della prima “Olimpiade diffusa”, articolata in sei località diverse per le 16 discipline olimpiche: «Siamo stati capaci di affrontare tutte le difficoltà nella prima Olimpiade diffusa. Non era facile garantire a tutti la stessa assistenza e supporto. Lo sforzo è stato importante ed è servito a tutti noi per migliorarci».

Tra i passaggi più significativi, il riferimento alle “prime volte” – si tratta del resto della prima Olimpiade da presidente del CONI per lo stesso Buonfiglio – e ai protagonisti azzurri. Qui il presidente ha scandito uno per uno i nomi simbolo dei Giochi: «La prima volta con quattro portabandiera. E tutti e quattro hanno vinto medaglie: Federico Pellegrino col bronzo nella staffetta e nella team sprint; Federica Brignone con l’oro nello slalom gigante e nel super-G come solo Alberto Tomba nel 1988; Amos Mosaner col bronzo nel doppio misto di curling e Arianna Fontana con l’oro nella staffetta mista 2.000 metri e gli argenti nei 500 metri e nella staffetta femminile 3.000 metri».

E ancora, nel riepilogo dei primati storici: «Arianna Fontana ha raggiunto quota 14 medaglie olimpiche, diventando l’atleta italiana più medagliata di sempre. Francesca Lollobrigida ha conquistato l’oro nei 3.000 e 5.000 metri, prima donna italiana a vincere nel pattinaggio di velocità. Poi il primo oro della storia nel biathlon con Lisa Vittozzi. La prima medaglia a squadre nel pattinaggio di figura e la prima doppietta di ori olimpici nelle gare di doppio di slittino e il primo podio nel team relay. È arrivato il primo oro nella staffetta mista di short track e le prime medaglie di sempre nel freestyle con il bronzo di Flora Tabanelli nel big air e l’oro e l’argento di Simone Deromedis e Federico Tomasoni nello ski cross. Inoltre è stata vinta la prima medaglia nella team sprint di sci di fondo con Elia Barp e Federico Pellegrino. La bellissima storia di Pietro e Arianna Sighel, fratello e sorella entrambi a medaglia nelle rispettive staffette. E non dimentico Roland Fischnaller, alla sua settima Olimpiade, record azzurro di partecipazioni ai Giochi Invernali, un esempio di longevità e dedizione».

Il presidente ha rivendicato anche il record di premi in denaro stanziati, definendolo «il livello più alto mai riconosciuto dal nostro Comitato Olimpico in un’Olimpiade Invernale», come segno concreto di riconoscimento per anni di lavoro, sacrificio e capacità di rappresentare un esempio per i giovani.

Nel finale del suo intervento finale, il presidente ha poi allargato lo sguardo al sistema sportivo nel suo complesso, con il recordi medaglie e la posizione nel medagliere che rappresentano «un sistema capace di lavorare insieme. Farlo non è facile, vuol dire ascoltare gli altri, mettere insieme gli elementi giusti, senza arroccarsi sulle cose che vogliamo portare avanti a tutti i costi, ma portandole avanti nella maniera migliore, più efficace e più efficiente.» Risultati che, di rimando, hanno generato un grande affetto da parte della popolazione, qualcosa che non può che rendere orgoglioso Buonfiglio, parlando di «un sentimento che resta dentro».

«Evidentemente la frase “Siamo condannati a vincere” – conclude, autocitando un motto che porta con sé da diversi mesi – sta dando i suoi frutti».

Milano Cortina 2026, è stato un grandissimo exploit per l”Italia: non solo in termini di successo sportivo, ma come prova corale di organizzazione, identità e visione.

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