Jean-Paul Giachino e Jean-Pierre Amat sono due dei pilastri della squadra francese che ha dominato le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 nel biathlon. I due tecnici transalpini lasceranno la nazionale al termine della stagione di Coppa del Mondo consapevoli di aver dato del loro meglio, ma soprattutto di aver costruito una vera e propria corazzata.
“Andarsene dopo le Olimpiadi significa andarsene senza rimpianti. Ho chiuso un cerchio e nel modo più bello. La staffetta femminile mi ha commosso, era l’unica cosa che mi mancava – ha spiegato Giachino ai microfoni dell’Equipe a cui hanno fatto eco le parole di Amat -. Penso sarebbe stato difficile fare meglio. Il mio sogno assoluto era ottenere l’oro anche nella staffetta maschile. E l’ho ottenuto. Ritirarsi fa parte dell’ordine delle cose, ma andarsene così è appagante”.
I due hanno già le idee ben chiare su cosa faranno al termine della propria carriera, rimanendo per certi versi nel mondo dello sport, ma con mansioni decisamente diverse: “Voglio trascorrere del tempo sul campo da golf di cui sono socio, vicino al lago di Annency, a Faverges. Lavorerò lì due giorni a settimana, mercoledì e giovedì come tuttofare – ha aggiunto Giachino -. Inizierò il 1° maggio e andrò avanti fino a fine novembre. Porterò fuori il golf cart per i giocatori, raccoglierò le palline … Farò anche il volontario per il 2030, ma voglio essere al poligono di tiro per vedere gli atleti da vicino”.
iaProgrammi leggermente diversi per Amat che invece punterà tutto sulla pesca: “Avrò tempo per andare a pescare. Ho molti amici che mi invitano in diversi posti per pescare, ma non abbiamo mai tempo. E se proprio mi mancherà il biathlon, c’è uno stadio a venti minuti da casa mia. Allenare i bambini è facile, non vedo grandi difficoltà all’orizzonte”.

