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Biathlon , Milano-Cortina 2026

Biathlon – Jean-Paul Giachino celebra il trionfo francese a Milano-Cortina 2026: “E’ frutto della cultura della vittoria e di rimanere sempre noi stessi”

Jean-Paul Giachino è stato uno dei grandi artefici del trionfo francese nel biathlon alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. Un risultato che l’allenatore di tiro poteva prevedere, ma mai si sarebbe immaginato potesse raggiungere queste proporzioni, proprio alla vigilia del suo addio all’attività ad alto livello.

“E’ stato eccezionale, ma non è normale. Anche se avevamo buone forze in campo, è sempre un nuovo inizio. Potevamo avere lo status di favoriti, il tutto era sulla carta, poi dovevi portare a termine le cose. Ciò che mi ha impressionato, è quello che abbiamo raggiunto ogni gara – ha spiegato Giachino in un’intervista a NordicMag -. Quello che spiega questo eccezionale record penso sia la dinamica, la cultura della vittoria e il fatto che non si inventi nulla per rimanere sé stessi. Non è perché ci trovavamo nell’anno olimpico e poi ai Giochi che abbiamo cambiato qualcosa. Ognuno è rimasto com’era e questo è stato molto importante. Detto ciò, il bilancio è in linea con le dinamiche emerse negli ultimi due Mondiali”.

Nonostante i grandi risultati, fondamentale è stato anche la preparazione imposta dai tecnici che hanno saputo fare le scelte giuste con una squadra giovane, in gran parte all’esordio in una rassegna olimpica. Decisioni che sono state ben sostenute dagli atleti che hanno saputo regalare anche quell’alloro nella staffetta femminile che mancava nel palmarés dei francesi.

“Non c’erano dubbi, ma alcune incertezze. Per la staffetta, il 75% degli atleti stavano vivendo la prima partecipazione ai Giochi Olimpici. Ci siamo chiesti se sarebbero riusciti a gestire lo sforzo come una tappa di Coppa del Mondo. La cosa più difficile rimane però di saper che non si tratta di una gara di Coppa del Mondo, ma che comunque sono gare di biathlon in un contesto leggermente diverso – ha aggiunto Giachino -. Certo, siamo passati attraverso discussioni e gestioni, ma senza esagerazioni perché è inutile. Dal momento in cui cambi il tuo modo di essere e pensi di dover aggiungere altro perché è un evento che si svolge ogni quattro anni, gli atleti lo sentiranno e questo può portare più pressione ed entusiasmo agli atleti. Questa è la prima cosa a cui prestare attenzione”.

Fra le atlete che hanno impressionato maggiormente Giachino c’è sicuramente Julia Simon che ha conquistato l’oro nell’individuale dopo aver chiesto proprio al tecnico del tiro di proseguire sino alle Olimpiadi nonostante la scelta di fermarsi. Una situazione che gli ha permesso di conoscere più profondamente anche altre atlete come Océane Michelon e Lou Jeanmonnot che potrebbero essere protagoniste anche ai prossimi Giochi in programma proprio in Francia nel 2030.

“Questa era l’unica casella che non aveva spuntato (riferendosi a Simon, NdR). Ne parliamo da due anni e lei lo sa. Ecco perché mi ha chiesto di accompagnarla ai Giochi, dicendomi che non aveva ancora chiuso il cerchio e che aveva bisogno di me. E’ in parte grazie a lei che ho continuato per altri due anni. Ora abbiamo chiuso il cerchio e ho vissuto tutto. Su Michelon, in termini di risorse e potenziale, non è una sorpresa. Ciò che mi ha colpito maggiormente è stata la capacità di gestire la situazione all’ultimo colpo della mass start. E’ stato molto stressante ed emotivo. Riuscire a farlo nonostante un giro di penalità, è fantastico. La sua forza c’era, ma anche perché quel giorno era fisicamente più forte delle altre – ha concluso Giachino –. Su Jeanmonnot, nella gestione dello stress e delle emozioni, le manca ancora qualcosa. E’ troppo desiderosa di correre tutta la gara e non è lontana dal farlo. Quello che non mi piace è che pensa al risultato piuttosto di come raggiungerlo. Nonostante tutto, è cambiata enormemente in un anno, ma ha commesso un doppio errore all’ultimo poligono nella mass start. Ciò che ha vissuto durante questi Giochi le sarà inevitabilmente utile in futuro. Sarà più forte nel 2030 avendo già vinto quattro medaglie. C’è frustrazione perché non ha conquistato il titolo individuale, ma potrà inseguirlo in questi quattro anni”.

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