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Biathlon , Milano-Cortina 2026

Biathlon – Simon Fourcade premia gli skiman per i trionfi olimpici: “E’ come la Formula 1: si vince se si hanno gli atleti giusti, ma anche l’assetto perfetto”

Credits: Dmytro Yevenko

Simon Fourcade può essere più che fiero per come sono andate le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026 per il biathlon maschile francese. La squadra transalpina ha conquistato cinque medaglie fra cui spicca l’oro nella staffetta, la prima della storia per i Blues che si sono confermati gli uomini da battere.

Il tecnico occitano ha quindi analizzato questi traguardi nel corso di una lunga intervista rilasciata a NordicMagazine: “E’ il coronamento di tre anni di lavoro, dopo un periodo piuttosto impegnativo. Aver completato con un successo questo progetto e aver raggiunto questi risultati è davvero appagante ed emozionante. Riassume perfettamente queste due settimane olimpiche – ha spiegato Fourcade -. Personalmente, raramente mi lascio trasportare dall’entusiasmo. So fin troppo bene come il biathlon possa essere bidirezionale. Lo abbiamo visto l’ultimo giorno nella mass start, dove abbiamo recuperato grazie a una brillante prestazione di Quentin-Fillon Maillet, ma il risultato complessivo è stato piuttosto mediocre, soprattutto considerando che venivamo da un’ottima gara”.

Per raggiungere questi punti è stato sicuramente fondamentale il contributo degli skiman che hanno saputo posizionare gli atleti nelle condizioni migliori, consentendo ai biatleti di spingere nel migliore dei modi sugli sci.

“La più grande incertezza quando si arriva alle Olimpiadi o ai Mondiali è se gli sci funzioneranno bene o meno. Finché non si conclude la prima gara, è molto difficile sapere a che punto si è. A quanto pare, negli ultimi tre anni abbiamo avuto una squadra molto efficace, il che ci ha permesso di confermare l’eccellente condizione fisica dimostrata fin dall’inizio della stagione ha aggiunto Fourcade -. Abbiamo avuto nevi molto veloci, dove le differenze della sciolina sono molto meno evidenti rispetto a nevi più lente, dove sono significative. In questo senso, il contributo dei tecnici è stato ancora più importante, anche se bisogna arrivare sempre con atleti pronti. E’ come la Formula 1: se hai il pilota migliore, ma non hai l’assetto ideale della monoposto, è molto difficile ottenere buoni risultati. Non è impossibile, ma è molto difficile”.

Nonostante i grandi risultati, a inizio stagione Fourcade non era sicuro che si sarebbe riusciti a raggiungere questi traguardi. Il tutto però era calcolato pensando di dare sempre il meglio negli appuntamenti più importanti della stagione come Olimpiadi o Mondiali.

“Negli ultimi tre anni siamo riusciti a dare il massimo nei grandi eventi con una strategia che evita di aggiungere altro, mentre altre nazioni si bloccano proprio in questo tentativo. Ci concentriamo sulla semplicità. Solo perchè si tratta di un evento olimpico non significa che cambiamo tutto dall’inizio alla fine e rivoluzioniamo l’intero sistema. Questo è il modo migliore per mancare il bersaglio e aggiungere pressione ad atleti abituati a una certa routine – conclude Fourcade -. Questa strategia si sta rivelando vincente. Sì, gli atleti erano al massimo della forma a luglio, ma è stata una loro scelta, non gliel’abbiamo chiesto noi. Stava a noi, a Jean-Pierre Amat e io, evitare di aggiungere pressione inutile, pur fornendo loro una tabella di marcia chiara dal 1° maggio fino ai Giochi”.

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